Muos, vertice tra Regione e governo: ordinati "studi per la salute"

E' stato «convenuto di rispondere alle preoccupazioni delle popolazioni locali riguardo all'impatto sull'ambiente e sulla salute in seguito ai lavori in corso di ammodernamento e potenziamento delle installazioni verranno rappresentate all'Amministrazione statunitense

ROMA. Il caso Muos finisce sul tavolo  di Palazzo Chigi. Il premier Monti, assieme ai suoi ministri, ha  concordato con la Regione siciliana di affidare «a un organismo  tecnico indipendente uno studio approfondito» per valutare in  tempi brevi «l'impatto sull'ambiente e sulla salute delle  popolazioni interessate delle emissioni elettromagnetiche» del  sistema satellitare Usa, in fase di realizzazione a Niscemi  (Cl), «anche in caso di utilizzo alla massima potenzialità degli impianti». Si pensa all'Istituto superiore di Sanità o a  un altro istituto dell'Organizzazione mondiale della sanità,  eventualmente in raccordo con l'Ispra. Fino a quando non si  conosceranno gli esiti di questi studi le parabole non saranno  installate.  

«È una vittoria del governo della Regione» esulta il  presidente Rosario Crocetta, che nei giorni scorsi aveva avviato  le procedure di revoca delle autorizzazioni rilasciate dal  precedente governo Lombardo (d'intesa con l'ex ministro della  Difesa, La Russa), facendo seguito a una mozione approvata  dall'Assemblea regionale, a firma Pd e Movimento 5stelle.  Al vertice di Palazzo Chigi è stato stabilito inoltre di  «introdurre strumenti che consentano il monitoraggio continuo  verificabile anche da parte del sistema pubblico per il rispetto  dei limiti delle emissioni previsti dalla legge» e di  «verificare l'attuazione delle misure di compensazione previste  nel protocollo d'intesa in favore del territorio e della  popolazione locale». «Ovviamente - sottolinea una nota di  Palazzo Chigi - è stato confermato l'impegno ad assicurare il  rispetto della legalit… per garantire il regolare accesso del  personale in servizio presso la base Nato di Sigonella, secondo  quanto previsto dagli accordi internazionali».

A questo punto,  afferma Crocetta, «mi rivolgo ai manifestanti: credo sia il  momento di lasciare entrare i militari nella base e di rimuovere  il blocco».  Adesso la palla passa ai comitati 'No muos'. Proprio oggi il  coordinamento regionale aveva indetto per il 30 marzo a Niscemi  una manifestazione nazionale «a sostegno della lotta per la  revoca definitiva dell'installazione del sistema Usa e lo  smantellamento delle 46 antenne Nrtf». Ma sull'accordo tra  governo e Regione si dice perplesso il presidente della  commissione Ambiente dell'Assemblea regionale, il grillino  Gianpiero Trizzino, in prima linea a fianco dei no Muos.    

La vicenda insomma rimane complessa. Lo sa bene Crocetta, che  prima del vertice aveva detto di sentirsi «su una polveriera»,  collegando le recenti rivelazioni del senatore Sergio De  Gregorio sul presunto ruolo della Cia nella caduta del governo  Prodi ad alcuni episodi avvenuti dopo la decisione della Regione  siciliana di sospendere i lavori e poi revocare le  autorizzazioni per il Muos. «Se si è mossa persino la Cia per  far cadere un governo nazionale» perch‚ ostile al Muos,  «figuriamoci cosa puo' succedere a un semplice presidente della  Regione». E per Crocetta le pressioni sarebbero già partite,  prima con le minacce nei suoi confronti fatte a un suo  collaboratore da un anonimo che parlava una lingua straniera,  poi con «i dossier fin dai primi giorni del mio insediamento».  

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