Zichichi: alleveremo nuovi scienziati

L’assessore promuove il pacchetto Tsunami, le misure illustrate da Crocetta per rilanciare il welfare e l’economia, e lo arricchisce di nuovi contenuti. Parole che chiudono il caso nato dalle critiche dell’assessore allo stop imposto sui lavori per il Muos di Niscemi

PALERMO. Studenti siciliani che studiano i raggi cosmici con telescopi da loro stessi costruiti, tumori sconfitti con raggi di protoni sparati da macchine realizzate a Catania: la rivoluzione culturale passa anche da qui, parola di Antonio Zichichi, scienziato prestato alla giunta per guidare i Beni culturali. L’assessore promuove il pacchetto Tsunami, le misure illustrate da Crocetta per rilanciare il welfare e l’economia, e lo arricchisce di nuovi contenuti. Parole che chiudono il caso nato dalle critiche dell’assessore allo stop imposto sui lavori per il Muos di Niscemi.

Come giudica i disegni di legge annunciati da Crocetta?

«È una novità culturale. Per la prima volta si va incontro alle esigenze del grande pubblico e non della politica. E lo dico guardando tutto col rigore logico-scientifico che fa parte del mio modo di agire. La novità sta nel fatto che la politica deve presentarsi con progetti coerenti con l’obiettivo di voltare pagina. Per questo motivo ho accettato la sfida di lavorare al cambiamento dell’immagine della Sicilia».

Quale sarà il suo contributo?

«Ci sono due progetti che stanno per partire. Il primo si chiama Scienza nelle scuole e punta a studiare i raggi cosmici. Lei sa che dopo 100 anni dal primo avvistamento nessuno ha ancora capito da dove vengono, eppure viaggiano per milioni di anni?».

Francamente, no. In cosa consiste il progetto?

«Per scoprire qualcosa non bisogna necessariamente conoscere tutto quello che hanno scoperto gli altri. Serve sapere un po’ di cose per arrivare alle frontiere della conoscenza. E quindi io penso che gli studenti potrebbero aiutarci a scoprire qualcosa su questi raggi. Verranno a Ginevra, costruiranno con me telescopi precisissimi e poi li posizioneranno nelle loro scuole dove studieranno i raggi. È una mossa che si inserisce in un progetto più ampio che prevede di coinvolgere cento scuole in tutta Italia: 36 sono già avanti col lavoro. La Regione metterà solo qualche soldo e poi sarà promotore del progetto».

E il secondo progetto a cui sta lavorando?

«Permetterà la diffusione della Proton Terapy. Sparare raggi di protoni può aiutare la cura dei tumori, soprattutto quelli piccolissimi che di solito colpiscono gli occhi. A Catania si costruisce già una macchina che utilizza in modo precisissimo questi raggi. La si costruisce nel Laboratorio nazionale del Sud che realizzai io quando ero a capo dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare. Ora bisogna diffondere questa tecnologia. Il tutto rientra in un piano di diffusione e valorizzazione del meglio che viene fatto in Sicilia».

Non teme che la rivoluzione di Crocetta inciampi nelle pastoie burocratiche o della politica?

«Io do il mio contributo scientifico e culturale. Crocetta è bravissimo a superare le difficoltà politiche. In ogni caso, spero che lo lascino fare perchè sta davvero dando vita a una fase nuova».

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