La distribuzione tradizionale? Ormai è superata

PALERMO. La rete continua ad ottenere performance migliori rispetto alla distribuzione tradizionale, secondo il Report sull’e-commerce in Italia 2012 prodotto dalla «Casaleggio associati». Internet è il canale di vendita che offre le maggiori potenzialità in termini di crescita, nonostante la crisi economica globale. L’e-commerce in Italia ha confermato nel 2011 un trend favorevole, con una crescita stimata del 32% rispetto al 2011, ed è quantificabile con un valore complessivamente di 18 miliardi di euro. Grazie anche all’utilizzo dei social media tante aziende italiane hanno conquistato un ruolo rilevante nella strategia di marketing e comunicazione ed iniziano ad essere utilizzato come vera e propria piattaforma di vendita. Internet è stata utilizzata da 381,5 milioni di visitatori che hanno navigato in rete nel mese di dicembre 2011, con una media di 27,5 ore a persona. Il 40% dei cittadini dell?Unione europea hanno effettuato acquisti on line nel 2011, il 37% in più rispetto all’anno precedente. Si prevede che nel 2015 oltre 200 milioni di europei acquisteranno un line. Si tratterebbe di una penetrazione del 66% sul totale degli utenti attivi on line e al 50% sulla popolazione totale europea. In Italia il fatturato delle vendite on line ha raggiunto complessivamente 18,7 miliardi di euro nel 2011. I settori che guidano la trasformazione e registrano una crescita significativa sono i siti di e-commerce multiprodotto, il settore dell’editoria e del tempo libero. Cresce anche la moda, mentre resta stabile il turismo. I social media sono impiegati soprattutto per comunicare e generare conversazioni attorno al brand e ai suoi prodotti, mentre l’utilizzo ai fini della vendita è ancora limitato. Una chiave di successo per le aziende italiane che si avventurano nel mondo dell’e-commerce è l’utilizzo di applicazioni da scaricare nei cellulari di nuova generazione. Gli smartphone in Italia sono 21 milioni e le aziende attive in questo ambito sono le società del settore turistico, un esempio è Alitalia, che ha introdotto il mobile check in e un’applicazione per consultare e prenotare i voli. Si nota che le aziende italiane hanno ancora una presenza limitata nel mercato internazionale. In particolare il 33% delle aziende vende solo in Italia. Il 24% ha un sito solo in lingua italiana, solo il 25% ha un sito in lingua inglese, un ridotto 13% è composto da multinazionali e un modesto 5% ha sedi all’estero. I fattori chiave per internazionalizzare il commercio sono: il marketing e la promozione del brand, ottimizzazione della presenza nei motori di ricerca e sono per ultimo la presenza nei social media. S.I.

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