Palermo, mandarini nel feudo che fu del boss Michele Greco

PALERMO.  Frati francescani e cittadini, rappresentanti delle istituzioni e imprenditori hanno sfidato il maltempo questa mattina e si sono dati appuntamento nello storico fondo Favarella di Palermo, un tempo feudo del boss Michele Greco, per raccogliere il mandarino tardivo di Ciaculli. La vendita del frutto, presidio Slow Food, permetterà di sostenere la 'Mensa del Padre Abraham' che la Onlus 'Frate Gabriele Allegrà ha aperto da un mese nella Chiesa della Gancia per aiutare i bisognosi del capoluogo. Fitto il cartello dei soggetti che hanno aderito all'iniziativa: dal sindaco del Comune di Palermo, Leoluca Orlando, all'assessore regionale alle Risorse agricole, Dario Cartabellotta, a quello comunale all'Ambiente, Giuseppe Barbera; dal coordinamento della Protezione civile all'associazione LeAli, dagli imprenditori Marcella Cannariato, Tommaso Dragotto, Giuseppe e Manfredi Barbera, all'associazione Emergency. Massiccia la partecipazione, nonostante la pioggia, con quasi un centinaio di volontari che ha raccolto circa 1500 chili di mandarini. «Entrare in questo feudo confiscato alla mafia di 45 ettari è stato molto emozionante - ha detto l'assessore all'Ambiente del Comune, Giuseppe Barbera - questa parte di Palermo, dall'alto valore simbolico, rappresenta il volto della bellezza di un'agricoltura produttiva». Domani è prevista la vendita dei mandarini nelle principali chiese e in due piazze della città, al Politeama e alla Marina. Parte dei mandarini raccolti sarà donata alle mense dei poveri di Palermo, mentre il ricavato di quelli venduti servirà a sostenere la 'Mensa del Padre Abraham' che la Onlus 'Frate Gabriele Allegrà offre ogni domenica agli indigenti. La onlus sosterrà anche dei progetti di recupero e integrazione sociale sul territorio insieme all'associazione 'La danza delle ombrè.   «È un momento particolarmente difficile, la povertà riguarda anche il ceto medio, le famiglie non riescono a soddisfare i propri bisogni primari e molti perdono il lavoro - ha detto Frà Romano  -  è necessario aiutare chi ha perso tutto ed è scoraggiato. Per questo, nella chiesa della Gancia, ogni domenica, a pranzo, quando molte mense per i bisognosi sono chiuse, cerchiamo di assicurare un pasto caldo ai senzatetto e ai poveri di Palermo». La mensa è aperta dalle 12 alle 14, e a sostenere l'iniziativa contribuisce una rete imprenditoriale sensibile al problema (tra gli altri, 'Sicily by car' di Tommaso Dragotto, 'A&C Broker' di Marcella Cannariato, 'Barbera & Partners' di Nadia Speciale). «Insieme a loro, sono tanti i volontari che hanno scelto di coprire il costo del pasto, di 5 euro, permettendo all'iniziativa di proseguire - ha aggiunto il frate - Purtroppo il numero di bisognosi è in costante aumento e la scorsa domenica alcuni hanno rischiato di rimanere senza pasto. Vogliamo dimostrare  che dalla terra, anche se violentata dalla cattiva gestione della cosa pubblica, dalla malavita e dalla mentalità mafiosa, possono nascere sempre buoni frutti. Anche per i “tardivi”, il tempo per raccogliere solidarietà è sempre giusto».

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