Il Papa lascia San Pietro: la sede è vacante

'Il collegio dei cardinali sia come un'orchestra in cui le diversità' possano portare ad 'concorde armonia'. Il ringraziamento a tutti i cardinali. Sodano: siamo noi a dover ringraziare

CITTA' DEL VATICANO. Benedetto XVI non è  più Papa. Alle 20.00 di questa sera ha avuto termine il suo  Pontificato, secondo la storica rinuncia comunicata meno di tre  settimane fa, ed è iniziata la «sede vacante». E nel giorno  che segna un'epoca, e fa da spartiacque nella storia della  Chiesa, Ratzinger rende atto di sottomissione al suo successore,  promettendogli «incondizionata riverenza e obbedienza», e si  definisce ormai «semplicemente un pellegrino che inizia  l'ultima tappa del suo pellegrinaggio in questa terra».    

Le ultime ore da Pontefice, in una giornata che resterà  negli annali, hanno visto Benedetto XVI sereno e sorridente, con  un atteggiamento quasi da normale quotidianità, mentre intorno  a lui si susseguivano manifestazioni di affetto e commozione.  Nella Sala Clementina ai 144 cardinali presenti a Roma, dopo il  saluto del cardinale decano Angelo Sodano, ha comunque detto  parole venute dal cuore, sì, ma che allo stesso tempo indicano  la strada per il dopo-Ratzinger.     «Continuerò ad esservi vicino con la preghiera,  specialmente nei prossimi giorni, affinchè siate pienamente  docili all'azione dello Spirito Santo nell'elezione del nuovo  Papa. Che il Signore vi mostri quello che è voluto da Lui», ha  detto. «E tra voi, tra il Collegio dei cardinali - ha  proseguito -, c'è anche il futuro Papa, al quale già oggi  prometto la mia incondizionata riverenza ed obbedienza».     Un'affermazione, questa, che sancisce, dinanzi al Sacro  Collegio, come il nuovo Pontefice non dovrà sentirsi limitato  nè condizionato dalla presenza in vita di un «Papa emerito»,  come lo stesso Ratzinger ha chiesto di essere chiamato.     «La vostra vicinanza, il vostro consiglio, mi sono stati di  grande aiuto nel mio ministero», ha detto ancora il Papa  dimissionario. «In questi otto anni abbiamo vissuto con fede  momenti bellissimi di luce radiosa nel cammino della Chiesa  assieme a momenti in cui qualche nube si è addensata nel cielo  - ha aggiunto -. Abbiamo cercato di servire Cristo e la sua  Chiesa con amore profondo e totale che è l'anima del nostro  ministero. Abbiamo donato speranza, quella che ci viene da  Cristo e che solo può illuminare il cammino».     E con ricordo anche dell'abbraccio della folla di ieri in  Piazza San Pietro ha voluto sottolineare come la Chiesa non sia  «un'istituzione escogitata e costruita a tavolino, ma una  realtà vivente». Essa, ha spiegato, «vive lungo il corso del  tempo in divenire, come ogni essere vivente, trasformandosi,  eppure nella sua natura rimane sempre la stessa».    

Ad uno ad uno Ratzinger ha stretto la mano a tutti i  cardinali presenti, con cui ha scambiato parole di saluto.  Momenti di grande commozione ci sono poi stati al'atto del  congedo dal Vaticano, mentre il Papa, accompagnato da un mons.  Gaenswein in lacrime, ha salutato i cardinali vicari Vallini e  Comastri, il segretario di Stato Bertone, quindi gli altri  presuli e il personale Vaticano prima di salire sull'elicottero  che lo ha portato a Castel Gandolfo. È dalla loggia del Palazzo  sui Colli Albani, dove risiederà per due mesi prima di  trasferirsi nell'ex monastero di clausura nei Giardini Vaticani,  che Benedetto XVI ha pronunciato le sue ultime parole pubbliche  da Papa. «Cari amici, sono felice di essere con voi, circondato  dalla bellezza del Creato e dalla vostra simpatia che mi fa  molto bene. Grazie per la vostra amicizia, il vostro affetto»,  ha detto ai fedeli che lo applaudivano dalla piazza.    

 «Voi sapete che questo giorno mio è diverso da quelli  precedenti: sono Sommo Pontefice della Chiesa cattolica fino  alle otto di sera, poi non più. Sono semplicemente un  pellegrino che inizia l'ultima tappa del suo pellegrinaggio su  questa terra», ha detto ancora, per poi aggiungere: «ma vorrei  ancora con il mio cuore, con il mio amore, con la mia preghiera,  con la mia riflessione, con tutte le mie forze interiori,  lavorare per il bene comune e il bene della Chiesa e  dell'umanità».   Non è mancato, nella giornata di fine pontificato, l'ultimo  messaggio via Twitter: «Grazie per il vostro amore e il vostro  sostegno. Possiate sperimentare sempre la gioia di mettere  Cristo al centro della vostra vita», ha scritto Ratzinger ai  tre milioni di fedeli-follower sparsi nel mondo.    

 Il resto sono attestati di omaggio al Papa uscente da ogni  angolo del pianeta. «Io e il presidente Obama vogliamo augurare  ogni bene a Benedetto XVI e ringraziarlo per la sua leadership e  tutto quello che ha fatto», ha detto il segretario di Stato Usa  John Kerry a Palazzo Chigi incontrando il premier Mario Monti.     Alle otto di sera, a conclusione dell'era-Ratzinger, tra le  grida «Viva il Papa» è stato chiuso il portone di Castel  Gandolfo e la guardia svizzera è smontata dal servizio,  sostituita dalla Gendarmeria vaticana. È l'inizio della «sede  vacante». Domattina partiranno le lettere del cardinale decano  Angelo Sodano per chiamare i porporati, lunedì 4 marzo, alle  Congregazioni generali pre-Conclave. Già in programma domani  consultazioni informali dei cardinali nell'Aula del Sinodo.  Sempre più probabile che il Conclave per eleggere il nuovo Papa  si apra, nella segretezza della Sistina, l'11 marzo. 

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