Europa sorpresa e preoccupata

BRUXELLES. Ansia, sorpresa, incredulità, preoccupazione in Europa. E se un Cohn-Bendit taglia corto e vede un'Italia "nella merda", i cauti 'popolari' si augurano un governo che "non metta in dubbio la stabilità dell'Italia e, di conseguenza, quella dell'Eurozona".
Il caos sui dati delle elezioni italiane viene seguito minuto per minuto. Bocche cucite nelle istituzioni di Bruxelles. Commissione e Consiglio attenderanno i dati definitivi prima di fare valutazioni, che comunque saranno appunto istituzionali. E rifletteranno il dubbio sulla governabilità del paese, se non l'allarme per la continuità delle riforme avviate da Monti. Che appare bocciato. Mentre Grillo è chiaramente promosso. E Berlusconi ha tenuto, a sorpresa.
Nel pomeriggio gli europarlamentari italiani sono bombardati dalle chiamate dei cronisti di tutta Europa. Che stentano a capire le complessità della legge elettorale italiana. E l'altalena dei dati tra exit poll, proiezioni e scrutinio reale semina sconcerto. Così Martin Schulz preferisce non sbilanciarsi. Da Berlino il presidente del Parlamento europeo, si limita a dire che bisogna "aspettare i risultati e vedere che possibilità ci sono di formare un governo stabile".
Il vicepresidente vicario, il democratico Gianni Pittella, non è stupito del tonfo di Monti, anche se l'Europa chiaramente tifava per il professore. "Per noi - dice - era nel novero delle cose possibili, perché per l'Italia Monti era una risorsa quando era super-partes. La perdita dello status è stato stigmatizzato dagli elettori". Al di là dei dubbi sulla governabilità, Pittella osserva che "anche in Italia, come già successo in Francia e in altri paesi, c'é stato un voto contrario all'Europa dei governi". I risultati di Grillo e Berlusconi, per Pittella, sono il segno che "le politiche dell'austerità a senso unico sono state bocciate".
Daniel Cohn-Bendit, capogruppo dei Verdi, invece non ha mezze misure: "L'Italia è nella merda, va molto male". Il capogruppo dei Verdi, nonché ex leader del Maggio '68 e' sconcertato dal successo di Grillo e dalla tenuta del centro-destra. "La situazione è molto difficile, domani lo spread andrà alle stelle", pronostica. Legge "il rigetto della politica" ma accusa anche gli elettori "che non hanno trovato la chiave" tra gli "errori" in campagna elettorale "sia della destra, sia della sinistra". Ed è chiaramente preoccupato da Grillo. "Se anche il rigetto è giusto, il problema è che l'Italia ha già fatto un'esperienza di rigetto: con Mussolini. Che funzionamento della democrazia ha in testa Grillo? O entra in politica o fa il Duce da fuori, come oggi fa il capo degli islamici in Tunisia". Dal Ppe, la cautela è massima. Ma trapela l'ansia. Una valutazione ufficiale del voto arriverà solo domani, a risultati definitivi acquisiti. Ma il capogruppo Daul fa sapere che i popolari continuano a sperare che, qualunque governo sarà fatto, "l'Italia continui le riforme avviate dal governo precedente" e che "non venga messa in dubbio la stabilità riconquistata dall'Italia e, di conseguenza, quella dell'Eurozona".

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