Carne di cavallo, stop alle polpette Ikea in Europa

Trovate tracce di carne equina. In poche ore la 'casa madre' ha deciso di sospendere la vendita in via precauzionale. E adesso l’Ue pensa a nuovi controlli

ROMA. Stop alle polpette Ikea prodotte in Svezia e vendute nei ristoranti del gigante dell'arredamento in tutta Europa. Per lo scandalo della carne al cavallo si è aperto un nuovo capitolo quando gli ispettori della Repubblica Ceca l'hanno trovata nelle polpette preparate in Svezia per il gruppo Ikea, durante test su campioni prelevati nello store di Brno.
E carne di cavallo è stata trovata in Italia anche in un campione di "Lasagne all'Emiliana" vendute in un supermercato a Verona. Ma il ministro della Salute Renato Balduzzi non usa mezzi termini e commenta: "nessun rischio per la salute" definendo la vicenda "una colossale frode".
L'Europa ora pensa ad una nuova posizione unitaria: più controlli (obbligatori) e misure più pure per punire le frodi alimentari. Ikea, travolta nello scandalo, ha riferito che i prodotti erano stati preparati da un unico fornitore in Svezia e distribuite anche in Gran Bretagna, Portogallo, Paesi Bassi e Belgio.
In poche ore la 'casa madre' ha deciso di sospendere in tutta Europa, in via precauzionale, la distribuzione e la vendita delle polpette sospette di contenere non solo carne di manzo, 14 paesi in tutto dove è presente il marchio con i suoi megastore che nel ristoranti interni offrono il piatto che è ormai diventato un classico del brand. Ma se la vicenda continua ad avere un profilo preoccupante dal punto di vista commerciale, resta tranquillizzante la situazione sanitaria.
Non c'é ancora infatti nessun dato, almeno per il momento, che certifichino che le eventuali presenze di carne di cavallo (che in questo caso si sospetta sia dopata), siano pericolose perché contenenti, ad esempio, farmaci. I carabinieri dei Nas hanno prelevato oggi ulteriori 24 campioni riferiti a 8 marche diverse, che portano cosi in tutto, dall'inizio dei controlli sulla carne di cavallo, 316 i campionamenti effettuati per un totale di 129 marche. Il commissario Ue alla salute e per la tutela dei consumatori Tonio Borg parla ora di necessità di "sanzioni penali più dure" e che siano "dissuasive e appropriate" in caso di frode alimentare. Dopo una sessione dedicata allo scandalo della carne di cavallo al Consiglio Ue agricoltura, Borg ricorda che "resta una questione solo di frode" dovuta alla violazione delle norme Ue sull'etichettatura dei cibi, e "non un problema sanitario o di sicurezza alimentare".

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