Sicilia, Archivio

Caltacqua, due autobotti ferme ai box: contrade costrette a pagare i privati

Gibil Habib «chiama» il prefetto: «Serve il suo intervento». Per un carico da 10 mila litri si versano 78 euro

CALTANISSETTA. L'intervento del prefetto è stato chiesto dal comitato di quartiere "Gibil Habib" alle prese dallo scorso autunno con l'ormai famosa vicenda delle autobotti di Caltaqua fermate dalla motorizzazione civile per un contenzioso di difficile risoluzione. I residenti di questa vastissima zona (centinaia di famiglie in dodici contrade) ormai sono all'esasperazione e costretti a pagare a prezzo pieno i privati per l'invio di autobotti (con acqua non potabile peraltro) e provocatoriamente, dopo denunce ed esposti all'autorità giudiziaria, hanno deciso di volere pagare le tasse di concessione governativa per consentire a Caltaqua di uscire dall'incredibile impasse. Anche questa "proposta" non ha avuto seguito come senza riscontri hanno avuto altre iniziative. "Adesso abbiamo richiesto l'intervento del prefetto Carmine Valente - ha dichiarato il presidente del comitato Salvatore Pistis - perché pensiamo sia l'unico, in questo momento, in grado di far rispettare la legge. Chiediamo soltanto che ci venga incontro in questa nostra protesta. Non sappiamo più a chi rivolgerci e anche l'idea di contattare qualche famoso tg satirico è tramontata. Siamo rimasti soli in questa battaglia". La vicenda delle autobotti è esplosa lo scorso settembre quando la motorizzazione civile ha deciso di ritirare i libretti di circolazione di due autobotti di Caltaqua perché sprovvisti della cosiddetta autorizzazione per il trasporto in conto terzi. Caltaqua ha sempre replicato di avere le carte in regola sostenendo di svolgere un servizio pubblico. Un braccio di ferro estenuante. Il contenzioso è approdato al Ministero dei Trasporti chiamato a dare un parere. Le due autobotti rifornivano dodici contrade della periferia dove la rete idrica copre solamente il trenta per cento del territorio. I residenti per un'autobotte di dieci metri cubi (diecimila litri) pagano 78 euro in parte compensati dal contributi comunale (35 euro). Con il fermo pagano a prezzo pieno il rifornimento alternativo con aggravi sui bilanci familiari non indifferenti. Una voce diffusa in settimana sul possibile sblocco delle autobotti si è rivelata priva di fondamento.

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