La mobilità per 24 dipendenti, monta la protesta alla Sielte

L'azienda si giustifica per la perdita di commesse a causa dagli esiti negativi di un appalto

CALTANISSETTA. In un panorama fortemente segnato dalla crisi arriva come una mazzata la decisione della Sielte di avviare la mobilità per tutti i dipendenti impegnati in cantiere aperto alla periferia del capoluogo. Mobilità significa preludio al licenziamento per 24 operai che dovrebbe scattare dopo la cassa integrazione ormai in procinto di scadere. L'azienda ha giustificato l'avvio della mobilità con la perdita dei volumi di lavoro originati dagli esiti negativi di una gara d'appalto per i cosiddetti servizi di "Delibery, Technology e Assurance".

Termini di difficile comprensione se non agli addetti ai lavori se non fosse che la Sielte è una delle aziende che molti nisseni hanno visto all'opera qualche anno addietro quando si dovevano posare i cavi per il passaggio al digitale terrestre. Indirettamente, quindi, una propaggine della Telecom che rischia adesso di scomparire e con essa andranno in fumo i posti di lavoro per ventiquattro padri di famiglia. Per il territorio nisseno un ulteriore colpo difficile da assorbire. Il cantiere di lavoro aperto cinque anni fa in contrada Calderaro fra poco chiuderà i battenti.

La crisi della Sielte è la diretta conseguenza di una gara, indetta da Telecom, per l'affidamento in subappalto di commesse per svariati milioni di euro. A vincerla un consorzio di imprese calabro-campano (la Società Elledielle) che verrà ad operare in subappalto in un territorio dove fino a ieri operava la Sielte. «Si tratta di una decisione drastica - ha commentato il segretario della Uilcom Sergio Profeta - ed è la diretta conseguenza di una politica al ribasso voluta da Telecom».

La decisione di Sielte di procedere alla mobilità è stata fortemente contestata dai sindacati che hanno da tempo chiesto all'azienda l'apertura di un tavolo di confronto peraltro mai avvenuto. «Ci attiveremo - ha sottolineato l'esponente sindacale - e solleciteremo anche le istituzioni locali per salvaguardare i livelli occupazionali di ventriquattro famiglie». La crisi della Sielte, con il paventato licenziamento in blocco di tutti i dipendenti, arriva a poca distanza da un'altra batosta sul fronte del lavoro e il progressivo impoverimento del territorio. Rimamendo in tema di telecomunicazioni è di qualche mese fa la chiusura del call center di via Santo Spirito che gestiva la commessa di Mediaset. Altri posti di lavoro persi nell'indifferenza generale. Per i lavoratori della Sielte resta una sola speranza ed è legata all'assorbimento delle maestranze dalla Elledielle, la società che verrà ad operare in regime di subappalto nel territorio nisseno. Questo, al momento, sembra l'unico spiraglio per evitare ventiquattro operai il licenziamento.

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