Laboratori d'analisi, la Borsellino convoca i sindacati

All'ordine del giorno la valutazione delle proposte «per la remunerazione delle prestazioni e dei servizi nell'ambito degli aggregati di spesa programmati per il 2013 e delle regole contenute nel decreto Balduzzi di approvazione del nuovo tariffario nazionale

PALERMO. La Regione prova a evitare in extremis la serrata dei laboratori di analisi. L’assessore alla Sanità, Lucia Borsellino, ha convocato per domani tutte le sigle sindacali e ha messo all’ordine del giorno la valutazione delle proposte «per la remunerazione delle prestazioni e dei servizi nell'ambito degli aggregati di spesa programmati per il 2013 e delle regole contenute nel decreto Balduzzi di approvazione del nuovo tariffario nazionale».
Partita delicatissima, quella che si sta giocando alla Sanità. Che non a caso ha visto ribaltate in pochi giorni le posizioni dei sindacati. Il tema è quello del nuovo tariffario regionale, cioè dell’elenco delle prestazioni e del loro valore che i privati erogano dietro rimborso della Regione. Una sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa ha fatto entrare in vigore un tariffario del 2007, rimasto sospeso fino a ora: prevede tagli del 40% e, avendo valore retroattivo, la restituzione delle somme in eccesso incassate negli ultimi 5 anni. Contro questo decreto la maggior parte delle sigle sindacali aveva annunciato a caldo una settimana di protesta in cui sarebbe stato messo a totale carico dei pazienti il costo delle prestazioni. Poi, la scorsa settimana, la prima apertura dell’assessore ha fatto scattare una tregua.
Solo Fenasp, Anisap, Asilab e Aipa hanno mantenuto la linea dura. Ma sabato sera Federbiologi e Laisan, fino a ora le sigle più dialoganti, hanno deciso di andare anche oltre annunciando una settimana di chiusura totale dei laboratori di analisi a partire da giovedì: «Dalla Regione sono arrivati segnali di disponibilità solo a parole» ha detto ieri Sara La Mantia, una dei leader della protesta. Ma Felice Merotto, leader del Fenasp, annuncia che le altre sigle continueranno invece a eseguire esami e visite a totale carico dei pazienti. Si avrà dunque un periodo di grande caos in cui i pazienti troveranno laboratori chiusi, altri in cui si paga anche se si è in possesso di ricetta e altri ancora in cui tutto funziona regolarmente. Ctds, Federlab e Abs, che inizialmente hanno guidato la protesta, interpretano adesso la linea più dialogante: «L’assessorato si sta impegnando - precisa Domenico Marasà - sono convinto che arriverà una soluzione».
I sindacati chiedono una moratoria per la restituzione dei rimborsi in eccesso degli ultimi 5 anni e chiedono soprattutto modifiche al rialzo delle tariffe su cui misurare i finanziamenti pubblici. L’assessore Borsellino ieri ha garantito che «eventuali funzioni integrative e modalità di applicazione del nuovo tariffario potranno essere oggetto di confronto con le altre regioni per una più ampia condivisione di metodo a livello nazionale». Significa che l’assessorato sta innanzitutto prevedendo di non sottrarre dal budget al settore i fondi che lo Stato sta tagliando alla Regione, circa 250 milioni. Rimasto intatto il budget - il cosiddetto aggregato - verranno studiate nuove funzioni dei laboratori a cui agganciare «eventualmente» contributi che lascino invariato, o di poco ridotto, l’attuale finanziamento. L’occasione è il recepimento di un ulteriore tariffario, il Balduzzi, che sta entrando in vigore nel resto d’Italia.
Ma i laboratori chiedono in pratica che la Regione aggiunga 30 milioni ai finanziamenti che dovrebbe stanziare in base al nuovo tariffario regionale entrato in vigore giorni fa: ipotesi che al momento potrebbe mettere sul tappeto solo Crocetta, anche se fino a ora la trattativa è stata condotta dall’assessorato. Altra soluzione, secondo i sindacati, sarebbe quella di sfruttare una legge che prevede l’aggiornamento biennale del tariffario: aggiornamento che durante il giudizio del Tar e del Cga non è stato fatto e che potrebbe essere fatto ora. Ma anche in questo caso servirebbe che la Regione apra la cassa.

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