Palemo, Addiopizzo riconosciuta come impresa sociale mondiale

PALERMO. Con la campagna «contro il pizzo cambia i consumi» sono stati dei pionieri convincendo oltre 700 imprenditori e commercianti siciliani a dire no al racket. Ora, i volontari del comitato Addiopizzo sono tra i 24 imprenditori sociali del mondo premiati dalla Schwab Foundation. Il riconoscimento «Social Entrepreneur of the Year 2013» è stato conferito all'associazione siciliana per l'approccio innovativo e il potenziale impatto a livello mondiale; i
vincitori entrano a far parte della più ampia comunità di 234 imprenditori sociali della  Schwab Foundation provenienti da 59 Paesi di tutto il mondo. Il premio ha lo scopo di incoraggiare
una nuova generazione, valorizzando esempi virtuosi e promuovendo modelli di impresa capaci di coniugare business e finalità sociali. Questo riconoscimento consentirà ad Addiopizzo di  partecipare ai periodici incontri organizzati nell'ambito del World Economic Forum, mettendo i volontari in contatto col network dei Social Entrepreneurs di tutto il mondo. «Per decenni e in una relativa oscurità, gli imprenditori sociali hanno fatto il duro lavoro di costruzione di fiducia con le fasce più deboli della società - ha detto Hilde Schwab, fondatrice e presidente della Schwab Foundation for Social Entrepreneurship - alla ricerca di soluzioni ai loro problemi,
creando modelli di business e organizzazioni che tenessero conto delle loro esigenze». «Molti governi stanno iniziando a ripensare il loro modo di fornire beni e servizi che migliorano i risultati sociali - ha spiegato David Aikman, direttore del World Economic Forum e della Schwab Foundation for Social Entrepreneurship - Il World Economic Forum è orgoglioso di essere in prima linea nel catalizzare partnership fra questi gruppi di interesse per il cambiamento sociale e ambientale». Sono passati nove anni da quel 29 giugno del 2004, quando le strade della città di Palermo furono tappezzate da adesivi listati a lutto con la frase lapidaria «Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità». Uno slogan di rottura contro l'omertà che era ripiombata sull'Isola nonostante le denunce dell'imprenditore Libero Grassi, ucciso a Palermo nel 1991. Adesso, i «nipoti di Libero», come sono stati ribattezzati i volontari del comitato da Pina Maisano Grassi, hanno convinto oltre 700 esercenti a dire no al pizzo e hanno dato vita all'associazione antiracket «Libero futuro» e al turismo etico del circuito «Addiopizzo Travel». «Essere considerati a livello internazionale come un'impresa sociale dell'anno è un onore - ha detto Salvatore Forello, presidente di Addiopizzo - il nostro Comitato è espressione di un movimento spontaneo di cittadini, nato dal basso, che applicando i principi di democrazia e  sussidiarietà orizzontale, ha compreso che il cambiamento e il progresso della Sicilia, e di Palermo in particolare, è strettamente legato al grado di responsabilizzazione e di partecipazione delle persone. Per questo la nostra strategia si è articolata in diversi raggi d'azione e utilità: dai progetti mirati nelle scuole alle azioni svolte per le strade insieme ai commercianti, dall'organizzazione di eventi culturali e di riflessione e confronto politico, sino alla promozione di un circuito di economia fondato sulla legalità».

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