Imprese, credito da un miliardo e mezzo verso la pubblica amministrazione

Il dato emerge dalle stime dell'Ance Sicilia che ha presentato un accordo sottoscritto fra l'associazione e il Credito siciliano, che consente alle imprese edili di accedere al fondo di smobilitazione dei crediti vantati dalle aziende nei confronti delle amministrazioni pubbliche

PALERMO. Nel 2012 in Sicilia i crediti vantati dalle imprese edili nei confronti della pubblica amministrazione sono pari a un miliardo e 500 mila euro. Il dato emerge dalle stime dell'Ance Sicilia che, in un seminario organizzato a Palermo, ha presentato un accordo sottoscritto fra l'associazione e il Credito siciliano, che consente alle imprese edili di accedere al fondo di smobilitazione dei crediti vantati dalle aziende nei confronti delle amministrazioni pubbliche. Il fondo è stato istituito grazie a un'intesa fra Abi e associazioni di categoria a gennaio, con un plafond di 10 mld. «Questo accordo consente alle imprese edili siciliane e a quelle che operano nel settore immobiliare - ha detto il responsabile del servizio credito del Credito siciliano, Salvatore Pappalardo - di accedere al fondo di smobilitazione crediti. Dietro certificazione dell'ente locale che attesta il credito dell'impresa, la banca anticipa in pratica la somme dovute dall'ente locale, permettendo alle aziende di ottenere liquidità, e prevede che l'impresa restituisca la somma ricevuta in un secondo momento, quando riscuote il credito nei confronti dell'ente locale».  Il presidente di Ance Sicilia, Salvo Ferlito, ha puntato il dito contro il ritardo dei pagamenti alle imprese da parte delle Pa siciliane. «Le imprese edili sono in grave difficoltà - ha detto - e le nuove norme che impongono alle pubbliche amministrazioni di pagare i crediti entro 30 giorni in Sicilia, si ripercuotono contro le imprese stesse, perchè la Regione è in crisi di liquidità e non paga».  «Occorrono misure di sburocratizzazione, maggiore efficienza e tenere fuori dal Patto di stabilità - ha concluso - la voce investimenti».

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