Sicilia, Politica

Formazione, la Regione diffida gli enti: «Pagate subito gli stipendi arretrati»

Completate le prime ispezioni, la Regione ha inviato a decine di enti gestori dei corsi di formazione professionale una diffida che impone di pagare entro trenta giorni tutti gli stipendi arretrati ai lavoratori del settore

PALERMO. Completate le prime ispezioni, la Regione ha inviato a decine di enti gestori dei corsi di formazione professionale una diffida che impone di pagare entro trenta giorni tutti gli stipendi arretrati ai lavoratori del settore. Le prime lettere sono state notificate fra la fine della scorsa settimana e ieri. E riguardano, solo a Palermo, almeno un migliaio di stipendi non pagati per parecchi mesi.
L’ente più importante, fra quelli finiti sotto la lente di ingrandimento dell’assessorato guidato da Nelli Scilabra, è lo Ial. Un ente ceduto recentemente dalla Cisl a imprenditori vicini a Nino Papania, ormai ex senatore dell’ala centrista del Pd. La verifica degli ispettori del lavoro, condotta a gennaio, si è conclusa con una serie di rilievi. In particolare, la diffida notificata ai gestori dello Ial individua mancati pagamenti a 216 lavoratori della sede di Palermo nel periodo gennaio-maggio del 2012. L’atto notificato allo Ial è tecnicamente una diffida di accertamento per crediti patrimoniali e dà un margine di 30 giorni per regolarizzare tutto. Ma i vertici dell’ente stanno contestando con forza questo provvedimento: «Ci viene contestato - conferma Salvatore Raspanti, presidente del consiglio direttivo dello Ial - il mancato pagamento di stipendi nella sola sede di Palermo. Il debito ammonterebbe a circa un milione. Ma noi stiamo fornendo delle controdeduzioni e la procedura, in base alle norme del diritto del lavoro, non è affatto chiusa».
Fra le altre grandi sigle raggiunte dalla diffida a pagare c’è l’Anfe regionale per alcune mensilità e tranche della tredicesima non pagate nel 2010 e nel 2011.
Si annuncia un braccio di ferro perchè gli enti contestano a loro volta alla Regione di non aver erogato in tempo i finanziamenti e di averne dati comunque meno di quanto necessario. Ciò avrebbe costretto a ritardare alcune mensilità e in altri casi ha costretto a mettere il personale in cassa integrazione spostando quindi il costo del lavoro sul sistema pubblico degli ammortizzatori sociali. Un caso che si verificherà - è la previsione dei sindacati - anche quest’anno. È prevedibile quindi che su questo andrà avanti lo scontro.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati