Rios spara a zero contro Lo Monaco: "Mi cambiavo da solo in un altro spogliatoio"

Il centrocampista uruguaiano racconta la sua verità sul rapporto con l'ex direttore sportivo. "In tredici anni di carriera non avevo mai visto nulla del genere. Col ritorno di Perinetti è tornata la serenità e l'allegria all'interno dello spogliatoio"

PALERMO. È stato il giorno delle verità di Arevalo Rios. Il centrocampista uruguaiano ha sparato a zero contro l'ex direttore sportivo Pietro Lo Monaco. Era lui a voler lo fuori dal Palermo. Lui ad aver gli reso la vita difficile in città, specialmente al ritorno dalle vacanze di Natale. "Quando sono tornato dalle vacanze, mi sono ritrovato a cambiarmi in uno spogliatoio diverso da quello dei compagni", ha detto il numero 20 rosa, secondo il quale il dirigente aveva anche contribuito a creare una sorta di clima di terrore anche nel resto della squadra. "In tredici anni di carriera non mi era mai successo nulla del genere. Mai visto un direttore avere così tanto potere decisionale, anche più del presidente. Io e la mia famiglia. Non ci siamo sentiti appoggiati. Ero in Messico per le vacanze e avevo avvertito presidente e allenatore che mi sarei fermato di più in Messico perché c'era la possibilità che tornassi a giocare lì. Ma questo perché la mia partenza era voluta da Lo Monaco, non è mai stata la mia scelta. Poi quando sono rientrato, mi sono trovato separato e mi sono ritrovato in un altro spogliatoio rispetto ai compagni. A quel punto ho pensato che era meglio non parlare e non fare polemiche. Ero praticamente fuori rosa, e mi sembrava più per un capriccio che per una seria ragione. Ma non ho mai pensato ad andare via e non l'ha fatto neanche il mio procuratore. Chi voleva farmi andare via era il direttore. Da dove è nato questo rapporto con Lo Monaco? In realtà non ho una spiegazione, non c'è mai stato un diverbio, avrò parlato con lui un paio di volte. Zamparini, invece, mi ha sempre appoggiato".
Nel corso della conferenza stampa a Boccadifalco, Rios cita più volte il nome di Perinetti, l'uomo che lo ha portato a Palermo quest'estate. Il suo ritorno è visto quasi come una benedizione dal centrocampista. "Adesso c'è di nuovo un'atmosfera più piacevole e serena nello spogliatoio. Nell'arco di tre-quattro settimane era cambiato il clima con l'arrivo di Lo Monaco, era più triste. Dopo questa decisione del presidente di far tornare Perinetti, è tornata l'allegria che c'era quando sono arrivato. E sono convinto che con la tranquillità che è stata ritrovata, anch'io posso fare meglio di quanto fatto fino a questo momento".
L'uruguaiano, già capitano della sua Nazionale, è convinto che il Palermo possa ancora farcela e spiega quanto può essere determinante l'apporto di giocatori di esperienza come lui, ma soprattutto l'effetto e la vicinanza della tifoseria in questo delicato momento. "Spero che la mia esperienza possa essere utile dentro e fuori dal campo. Ma ora c'è bisogno di tutti, dei giovani e dei più anziani, possibilmente con l'aiuto dei tifosi. Abbiamo bisogno davvero del loro appoggio, perché noi ci stiamo impegnando al massimo. Malgrado non abbiamo ottenuto sei punti in due gare in casa, non c'è paura, o al massimo può esserci nei più giovani. È in questi casi che i giocatori come me devono aiutare i resto del gruppo".

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