Cuccioli rinchiusi per 15 giorni Uno muore per freddo e fame

La triste scoperta dei volontari dell’Oipa in una casa diroccata in via Villalba

CALTANISSETTA. Un corpo rannicchiato per il freddo e privo di vita. È questo lo spettacolo che si sono trovati davanti i volontari dell’Oipa, che ieri pomeriggio sono intervenuti in una vecchia casa abbandonata di via Villalba per l’ennesimo, triste, caso di abbandono di due poveri cuccioli. Uno di loro è stato salvato, l’altro ha concluso la sua brevissima e triste vita nel peggiore dei modi, all’interno di una piccola bacinella dove si era rifugiato per trovare riparo dal freddo. In una città dove molti continuano a non avere rispetto per gli animali (negli ultimi anni si sono registrati casi di abbandono e violenze gratuite ai danni di poveri cuccioli inermi) succede anche che, in pieno centro storico, qualcuno decida di lasciare privi di acqua, cibo e coperte, e in un ambiente malsano e maleodorante, due piccoli cani di appena cinque mesi. Per salvarli è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco che hanno dovuto forzare il pesante lucchetto con cui era stato chiuso. «La segnalazione – racconta il presidente dell’Oipa, Fabio Calì – è arrivata da parte di alcuni cittadini residenti nella zona. Secondo quanto ci hanno detto i due cuccioli, di circa cinque mesi, guaivano da una quindicina di giorni. I cagnolini hanno vissuto in condizioni pietose, circondati solo dalla sporcizia, non avevano nulla né da bere né da mangiare. Si facevano solo compagnia, dato che non avevano nessun tipo di contatto con l’esterno, potevano semplicemente ogni tanto, affacciarsi alla finestra per guardare chi passasse. Ma le condizioni climatiche non hanno aiutato la sopravvivenza di uno di loro, infatti il ritrovamento questa volta è stato sconfortante. La sua carcassa raccontava la loro storia raggelante. Supponiamo che sia morto per freddo e per fame. Grazie all’intervento dei vigili del fuoco, abbiamo potuto spalancare quella porta che racchiudeva la morte e la sopravvivenza. Siamo rimasti senza parole nel vedere quel piccolo corpo, rannicchiato in sé stesso per proteggersi dal freddo...che nonostante abbia lottato per vivere, non ce l’ha fatta». La sopravvissuta, ribattezzata con il nome di Bea, invece, attualmente si trova nel rifugio di Fabio Calì ed è in attesa di essere adottata.

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