Crisi Palermo, i numeri parlano chiaro

Eppure la salvezza è ancora possibile: i numeri dicono,anche, che non è finita e che ci sono tanti incontri da giocare, molti contro dirette antagoniste. Due si giocheranno alla Favorita nelle prossime settimane, quelli con il Genoa e il Siena. Al momento, per la vicinanza, rimaste uniche antagoniste

di ANGELO MORELLO

I numeri sono chiari: Il Palermo resta in fondo alla classifica con 18 punti. E' la squadra che ha vinto solo tre delle 24 partite disputate. Ha il peggior attacco. Il livello di sfiducia dei tifosi è sempre crescente, soprattutto nei riguardi di Zamparini che incassa, e questa è una novità, la contestazione del tifo organizzato. In questo quadro c'è la squadra con tutte le sue paure e le sue incertezze. Ripercorrere la storia degli ultimi 8 giorni forse è inutile, perchè rimesteremmo cose già note e incomprensibili, certo è che quello scelto è il sistema migliore per affondare.
Eppure la salvezza è ancora possibile: i numeri dicono,anche, che non è finita e che ci sono tanti incontri da giocare, molti contro dirette antagoniste. Due si giocheranno alla Favorita nelle prossime settimane, quelli con il Genoa e il Siena. Al momento, per la vicinanza, rimaste uniche antagoniste.
Il problema è che i rosa non riescono ad interrompere il trend. Prendiamo ad esempio l'incontro di ieri con il Pescara: non è successo nulla che non avessimo già visto nonostante l'arrivo del terzo allenatore della stagione, Alberto Malesani.
Il Palermo, schierato a cinque a centrocampo con Donati nuovamente in cabina di regia, ha prodotto tanto gioco ma sterile e alla prima occasione il Pescara è andato in vantaggio. Un gol in mischia ha gelato il Barbera, poi la rabbiosa reazione che stavolta ha fruttato il gol del pareggio di Fabbrini, unico vero talento visto in campo.
L'altro, Dybala, anche Malesani lo ha destinato ad insuccesso dichiarato, gettandolo in pasto all'arcigna difesa pescarese, (definirla arcigna forse è un paradosso visto che gli abruzzesi hanno preso ben 49 gol), il resto lo ha fatto il ragazzino sbagliando un gol a due passi da Perin.
E' chiaro che in cinque giorni, assenti anche diversi nazionali, il tecnico non avesse tutte le coordinate, ma ha sottovalutato le caratteristiche di Boselli in cui ingresso ha costretto il Pescara ad abbassare il baricentro e consentito ai rosa di avvicinarsi sempre di più all'area avversaria. Non a caso sono scaturite alcune buone occasioni, una sola sfruttata da Fabbrini.
Adesso ritorna Miccoli: con Fabbrini e Boselli potrebbe trovare spazio per le sue giocate. Ma bisogna rinunciare ad Ilicic e soprattutto snellire il centrocampo dove spesso Donati, Barreto e Rios si sono pestati i piedi ritardando le giocate.

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