Il caffè con pistacchio o cacao Piace di più decorato e corretto

Non passa di moda l’«espresso» preso al bar, ma cresce la richiesta per quello servito con l’aggiunta di altri prodotti: d’inverno Sambuca o Baileys

Un rito, un'abitudine, una parentesi piacevole fatta di aroma caldo e avvolgente, a volte anche alla scoperta di miscele invitanti. Questo e tanto altro è il caffè. Così il caffè, nelle sue infinite declinazioni di gusto, segna il fluire della quotidianità di milioni di persone. Un «must» per tutti rimane sempre «l’espresso». A confermare questo dogma del siciliano è un barista Salvo Di Blasi del bar «Luxory» che si trova nella circonvallazione del capoluogo. «Il palermitano vuole un buon caffè abbastanza cremoso con una miscela leggera. Ormai c’è una tendenza a servire questa bevanda in maniera più elegante e sfiziosa, noi cerchiamo di fare anche dei decori nella tazza con la crema di latte o con del cacao liquido o in polvere. Nel periodo invernale il cliente ci chiede anche un caffè corretto con Sambuca o Baileys. In tutte le stagioni i palermitani prendono al bar la crema di caffè fredda che al Luxory viene servita così: prima si versa al fondo della tazza la cioccolata liquida, poi la crema di caffè e infine sopra può essere decorata con chicchi di caffè o una spruzzata di cacao in polvere. A breve – aggiunge il barista - nel nostro locale vorremmo utilizzare una nuova tecnica per aromatizzare il caffè, attraverso dei vaporizzatori che possono dare un sapore speziato come quello alla cannella, al peperoncino o al cacao».
Accanto al tradizionale caffè «strong» ormai i palermitani si sono abituati a tante nuove varianti. «C’è chi chiede quello schiumato, chi con caramello, con cacao o con molta schiuma - spiega il barista Giulio Ferrandelli del bar Splendore di via Pindemonte - C’è anche chi lo vuole decorato con granella di zucchero o di pistacchio». Negli ultimi anni c’è la moda di prendere il caffè come al Nord Italia in bicchierino di vetro: «Perché ti permette di vedere la sua cremosità». A sostituire l’espresso tradizionale ci sono i “cremosito”: «Si tratta di una spuma morbida e fredda a base di caffè, nocciola, pistacchio o yogurt che viene condito con dei waffel e della granella di nocciola sopra, panna o nutella».
Ma Palermo è una città con una profonda tradizione del caffè macinato fresco dalle longeve torrefazioni. «Il segreto delle nostre miscele sta nella scelta dei caffè, tutti rigorosamente selezionati e di provenienza certa – spiega Marilù Stagnitta, dell’omonima azienda - Il nostro caffè è diverso da quello presente nei banchi dei supermercati e offriamo un servizio a misura di cliente. Abbiamo diverse miscele con aromi e sapori per accontentare i palati più esigenti. Noi prediligiamo la miscela “robusta” dei caffè che provengono dall’India, Camerun e Congo. Mentre per la miscela “arabica” utilizziamo caffè che arrivano dal Guatemala o dalla Costa Rica. La miscela più apprezzata della nostra torrefazione è quella “bar”, perché è di sapore robusto, cremosa in tazza ma è anche abbastanza profumata. La differenza tra il caffè di una torrefazione piuttosto che di un’altra sta proprio nella scelta di un caffè con una certa provenienza e dalle percentuali usate di robusta e arabica. Il caffè che si compra in torrefazione è come un profumo, ognuno sceglie quello che è più di suo gusto. Ogni cliente prova le varie miscele e quando incontra quella di suo gradimento difficilmente cambia, il cliente si fidelizza».



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