Superare qualsiasi barriera: il mondo dello sport per disabili

Un modo sano e divertente per socializzare e mantenersi in forma. Le storie di ragazzi a cui è data una seconda opportunità di vita

PALERMO. Lo sport è davvero per tutti, disabilità ed handicap non sono certo un ostacolo. L’attività fisica dà ai ragazzi diversamente abili la possibilità di socializzare, viaggiare ed essere più indipendenti. A garantirlo il presidente del Comitato paralimpico Sicilia, Roberta Cascio. Possono praticare sport anche persone non udenti, non vedenti o con disabilità intellettive relazionali (dir), anche arrivare a livello agonistico.

Per promuovere lo sport per i ragazzi diversamente abili il Cip di Palermo ha organizzato dei Centri di avviamento allo sport (CAS), grazie ai quali è possibile praticare diverse attività gratuitamente. «Alcuni Cas hanno sede a Villa delle Ginestre – spiega il presidente Cascio - si possono praticare sport come il tennis da tavolo, scherma in carrozzina, tiro con l’arco, tiro a segno. Mentre gli sport acquatici vengono praticati alla piscina olimpionica. Ma la new entry per Palermo sarà il tennis in carrozzina. Alla Cala, invece, i ragazzi fanno vela in convenzione con la Lega navale Palermo centro svolgendo l'attività insieme a ragazzi normodotati. Mentre al Telimar si può fare canottaggio con tecnici della federazione».

In genere i ragazzi disabili hanno la possibilità di provare varie discipline e gli istruttori poi consigliano loro lo sport per il quale la persona è più portata. All’inizio dell’anno scolastico il Cip Palermo manda una circolare, tramite il provveditorato agli studi di Palermo, nella quale si spiegano le attività del programma «Cip informa». «Noi poi andiamo a presentare le nostra attività nelle scuole medie o superiori che ne hanno fatto richiesta e cerchiamo inoltre di coinvolgere i genitori dei ragazzi disabili. Durante il progetto cerchiamo di avere un contatto non solo con gli insegnanti di sostegno di educazione fisica, ma anche con le famiglie dei giovani disabili. In questo modo i ragazzi fanno un po’ di sport durante l’orario curriculare e poi ci sono i ragazzi che continuano a fare sport anche di pomeriggio nelle varie sedi. Il nostro obbiettivo - precisa Cascio – è quello di rendere i ragazzi più indipendenti dai genitori e soprattutto più autonomi attraverso lo sport».

Per avere più informazioni sugli sport praticati a Palermo basta consultare il sito www.cippalermo.it o informazioni più generali al sito www.comitatoparalimpico.it. Oppure chi è interessato a notizie più dettagliate si può recare nella nostra sede del Cip Sicilia di via Pietro Nenni 24. Lo sport ha una funzione sociale in particolar modo per i ragazzi disabili, serve principalmente a farli entrare nel contesto della vita sociale di tutti i giorni.

«Ci sono ragazzi, come Giacomo Abate, che hanno iniziato a fare sport con noi a scuola ed ora si trova nella nazionale italiana di tennis da tavolo della Federazione italiana disabiliti intellettivi relazionali (FISDIR) - racconta Cascio - Questo ragazzo palermitano ha vinto vari campionati nazionali e ha partecipato anche agli europei e ha vinto molte medaglie. Ci sono molti altri ragazzi che sarebbero rimasti a casa dopo la scuola ma sono riusciti con noi a praticare sport. Lo sport rende più indipendenti e riesce a fare capire a molti che malgrado le disabilità fisiche si può andare avanti. Molti ragazzi si sono ritrovati in carrozzina dopo incidenti stradali, ma quando si avvicinano allo sport riprendono a condurre una vita piena sotto tutti i punti di vista. Alcuni hanno trovato lavoro, altri si sono anche sposati».

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