Malesani: "Contestazione normale, ma ora serve la svolta"

Si è presentato oggi il nuovo allenatore del Palermo, il quale ha detto che punterà molto sull'esperienza. "Conto molto su Miccoli e Donati"

PALERMO. Non manca certo l'entusiasmo ad Alberto Malesani che ha accettato l'incarico come nuovo allenatore del Palermo con il solito ottimismo, nonostante le contestazioni dei tifosi e l'ultimo posto in classifica. La salvezza è ancora possibile, sono tanti in punti in palio, ma bisogna invertire il trend negativo. «Ho analizzato la rosa, anche questo mi ha portato qui, a dire sì al presidente - ha spiegato in conferenza stampa il neo allenatore che ha accetto la sfida - Alcuni giocatori li conosco. Dossena, ad esempio, l'ho fatto esordire io. Poi ho allenato Boselli, gli altri li sto conoscendo adesso. Ma oltre alle risorse tecniche, spero che i ragazzi capiscano innanzitutto che stiamo ripartendo per dare la svolta e bisogna agire velocemente. Serve senso di responsabilità e voglia di risalire, in questo devo essere bravo anche io». A scegliere Malesani, protagonista in serie A e in Europa con il Parma alla fine degli anni Novanta, è stato il presidente Maurizio Zamparini che stavolta non ha fatto proclami di lunghi matrimoni ma si è limitato a dire che il nuovo tecnico gli dà grande fiducia. Così come Giorgio Perinetti, tornato a fare il direttore sportivo rosanero dopo aver lasciato Palermo alla terza di campionato con l'avvento di Pietro Lo Monaco.  Malesani e Perinetti avranno l'arduo compito di risollevare il Palermo e ritrovare l'affetto della tifoseria. «Il tifoso non ha solo il senso di appartenenza alla squadra, ma addirittura di proprietà - ha spiegato Perinetti -. Ho negli occhi i ventimila di domenica, poi ci sono anche i cento contestatori. Il dissenso ci può stare, ma solo se è civile. Qui ci sono stati otto anni di gestione oculata, brillante, poi gli ultimi due non felici, anche sfortunati. La passione dei tifosi non può venire meno adesso, incide anche sulla società che potrebbe così procedere a investimenti importanti». Perinetti, tornato «per affetto», ha presentato il tecnico Malesani e la sua esperienza. «Alberto ha conosciuto, nel calcio, sia momenti di vertice che di lotta per la permanenza in serie A. Quindi può condurre la squadra al meglio - ha detto -. C'è stata una combinazione di risultati negativi che ha penalizzato lo scorso allenatore. Tra le caratteristiche di Malesani c'è una grande positività e propositività. La prima cosa da fare è di motivare i giocari, di fare rialzare la testa alla squadra». Per risalire la china, Malesani punterà sull'esperienza di alcuni giocatori, soprattuto su Miccoli e Donati. «Fabrizio è il nostro capitano - ha spiegato -, è importante il capitano di una squadra in una situazione del genere. Anche Donati, ha esperienza e dunque loro due sono fondamentali per me, saranno le persone a cui mi affiderò tanto, a prescindere dai sistemi di gioco».


PERINETTI: "TORNATO PERCHÈ AMO PALERMO". «Non mi dite bentornato perchè è la quarta volta. Periodicamente mi riaffaccio, questa volta non ho avuto nemmeno tempo di parlare di contratto e permanenza. Il mio è un contratto d'affetto». È tornato con il sorriso Giorgio Perinetti, «nuovo» direttore sportivo del Palermo, ruolo che aveva lasciato dopo l'avvento di Pietro Lo Monaco, ex amministratore delegato. Il ds, nella conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico Alberto Malesani, ha spiegato di essere venuto «per dare una mano, per spirito di servizio. L'ho fatto perchè mi ha richiamato Zamparini ma l'avrei fatto anche per chiunque altro perchè amo Palermo». «Non sto a pensare al mercato - ha spiegato - Quello passato non è stato il mercato di Lo Monaco, così come quello estivo non è stato il mio. È il mercato del Palermo che si deve salvare». 'Malesani - ha aggiunto Perinetti - è un ottimo allenatore e ha conosciuto, nel calcio, sia momenti di vertice che di lotta per la permanenza in serie A. Quindi può condurre la squadra al meglio. C'è stata una combinazione di risultati negativi che ha penalizzato lo scorso allenatore. Tra le caratteristiche di Malesani c'è una grande positività e propositività. La prima cosa da fare è di motivare i giocatori, di fare rialzare la testa alla squadra«. »Non si può fare risultato senza una dirigenza vicina - ha concluso - senza un grande club, senza l'appoggio di un apparato mediatico critico ma sereno nei suoi giudizi. Senza un ambiente unito, sinergico che affronta con concretezza questo momento, allora l'impresa è molto difficile. Serve unità di intenti. Alla fine faremo i conti, i processi e tutto quello che verrà.

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