Rotazioni, fra sette giorni il terzo giro

Entro domani i dirigenti generali dovranno comunicare la disponibilità dei posti in organico

PALERMO. Slitta di una settimana la terza maxi rotazione della macchina regionale. Secondo quanto riferito dai sindacati dopo l'incontro con l'assessore Patrizia Valenti in viale Regione siciliana, la titolare della Funzione pubblica ha stoppato altri trasferimenti, riuscendo a strappare al presidente Crocetta una decina di giorni prima di procedere a nuovi spostamenti di personale, per potere avviare così una serie di incontri. Entro domani, però, i dirigenti generali dovranno mettere nero su bianco, la disponibilità dei posti in organico, al fine di trovare la collocazione opportuna per i dipendenti degli altri assessorati che verranno coinvolti nella nuova ondata di spostamenti: si tratta di Energia, Infrastrutture, Beni culturali e Turismo, sotto i riflettori del presidente Crocetta per la lentezza dello smaltimento delle pratiche e per lo spreco dei fondi europei.  Una riunione, quella tra governo e sindacati, dai toni accesi, da cui sono emersi forti distinguo nelle posizioni delle sigle. La Cgil, con Enzo Abbinanti e Michele Palazzotto, ha parlato di «riunione di facciata che è servita solo a dare qualche giorno di tempo al governo per continuare nella sua strategia verticistica finalizzata alla campagna elettorale». Per i segretari «non si può tollerare che si spacci l'incontro come l'avvio di una concertazione, senza che ancora non si sa nulla sui piani del governo». Soddisfatti, invece, i segretari generali del Cobas-Codir, Marcello Minio e Dario Matranga e del Sadirs, Fulvio Pantano, che hanno ritenuto «positivo l'incontro, per l'avvio delle procedure di concertazione e per aver posto l'attenzione sulla necessità di una riqualificazione del personale regionale». Aperta al confronto anche la Uil che, con Enzo Tango, sostiene che si è trattato «solo di un primo confronto interlocutorio, anche se restano ancora da risolvere tutti i problemi relativi alla maxi rotazione, oltre a quelli della ristrutturazione della pubblica amministrazione». Anche la Cisl con Gigi Caracausi, dice «sì alla rotazione, ma secondo regole contrattuali». Governo e sindacati, dunque, su un aspetto sono d'accordo: la scrittura dei criteri per procedere ai trasferimenti. Dallo staff della Funzione pubblica rivendicano, infatti, che sulle regole «è da due anni che c'è un rimpallo di competenze tra Aran, sigle e amministrazione. È necessario che i criteri si scrivano, altrimenti i sindacati dovranno subire altre rotazioni». Il piano di riorganizzazione del personale messo a punto dall'assessore e dal dirigente alla Funzione pubblica, Giovanni Bologna, prevede la riallocazione dei dipendenti sulla base delle esigenze dei dipartimenti, delle qualifiche necessarie nei settori sottodimensionati e mira a garantire ai dirigenti posti adeguati a quelli lasciati. «Vogliamo migliorare la macchina burocratica - dice la Valenti -. Stiamo lavorando per non bloccare le attività amministrative e rispettare le professionalità». Insomma, è una corsa contro il tempo, per non far fermare settori chiave della Regione. Per domani è previsto un incontro tra il capo del Personale, i dirigenti generali dei dipartimenti interessati alle rotazioni, il segretario generale di Palazzo d'Orleans e il ragioniere generale, per provvedere a «un collocamento mirato» dei funzionari trasferiti. Durante la riunione, i dirigenti dovranno evidenziare i posti disponibili in pianta organica e le qualifiche di cui hanno bisogno. Incontro che dovrebbe fare chiarezza soprattutto sul nodo dei dirigenti spostati dagli assessorati all'Ambiente e alla Formazione. Si tratta di una quindicina di dipendenti, la cui posizione è in stand by, non avendo avuto assegnato un nuovo ufficio e che, in attesa di un nuovo incarico, sono a disposizione della Funzione pubblica. Per loro la procedura è più complicata, perché vanno riscritti i contratti.


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