Tante domande, nessuna risposta

Cercare di capire è complicato come il carattere dei protagonisti di questo ennesimo capitolo del romanzo rosanero, un capitolo purtroppo che potrebbe segnare definitivamente, almeno per quest’anno, l’uscita di scena del Palermo dal calcio che conta

PALERMO. Diceva un mio caro parente “non fate domande perché non ci sono risposte” e quello che succede in queste ore in casa rosanero è perfettamente in linea con questa massima.Cercare di capire è complicato come il carattere dei protagonisti di questo ennesimo capitolo del romanzo rosanero, un capitolo purtroppo che potrebbe segnare definitivamente, almeno per quest’anno, l’uscita di scena del Palermo dal calcio che conta.
Da una parte c’è un presidente mangia-allenatori che per una volta porta pazienza ed insiste nel rinnovare la fiducia al tecnico; dall’altra c’è un direttore sportivo che non perde l’occasione per sottolineare la stranezza di alcune scelte di Gasperini e che è determinato a chiederne la testa.

Alla determinazione di Lo Monaco, dopo tante resistenze, per via forse anche di quella penale da 300 mila euro in caso di esonero, Zamparini ad un certo punto cede ma non è sufficiente. I due non si trovano d’accordo, sembra, sul nuovo allenatore: Lo Monaco vuole Marino, con il quale ha lavorato a Catania, Zamparini sceglie Malesani. E a questo punto va via anche Lo Monaco, l’autore della rivoluzione tecnica e che lascia dopo pochi giorni il drappello di argentini e italiani in cerca di riscatto, dei quali di fatto è stato il garante.
Insomma un guazzabuglio dal quale sarà difficile venirne fuori. Il nuovo allenatore ha carattere: su un network sportivo radiofonico gira quotidianamente un suo sfogo contro i giornalisti, una incazzatura dalle dimensioni colossali credo ai tempi del Panatinaikos, in cui il nostro manifesta una certa allergia alle critiche. L’uomo pero’ è simpatico, sembra per bene, per nulla rassegnato, ma il curriculum, onestamente, negli ultimi tempi, è quello che è. Per compiere il miracolo gli servono idee chiare in tempi ristrettissimi. E soprattutto tanta, ma tanta fortuna. Quella che non ha avuto il Gasp vittima di un anno orribile sotto tutti i punti di vista.

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