Denunciò gli estortori, ora in sciopero della fame

CATANIA. «Siamo stati lasciati soli dallo Stato. Siamo totalmente abbandonati. Il presidente della Regione Crocetta è l'unica persona che ci può dare una mano perchè anche lui ha combattuto la mafia». A parlare è Rosario Puglia, l'imprenditore vitivinicolo di Linguaglossa (Catania) che ha denunciato il racket e che ora, insieme con altri due imprenditori del paese vittime della pressione mafiosa, Letterio Giuffrida e Franco Ragusa, è al quinto giorno di sciopero della fame e della sete per denunciare «l'abbandono da parte dello Stato». Puglia ha detto di essere stato lasciato «senza assistenza medica pubblica» da quando ha cominciato la protesta, che vuole comunque proseguire «ad oltranza». «Appena uno denuncia - ha detto Rosario Puglia - le banche chiudono le porte. Prima avevamo una parvenza di assistenza da parte dello Stato, che ora non c'è più. la mia azienda è in mano ai delinquenti e non abbiamo più l'energia elettrica». «Per questo motivo - ha concluso - rivolgo un appello al presidente della Regione Rosario Crocetta perchè ci incontri e aiuti tre imprenditori che continuano a lottare contro la mafia».  A Puglia, Giuffrida e Ragusa è giunta la solidarietà dell'Associazione cittadini contro le mafie e la corruzione.

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