Crepax, la designer con forbici e vinavil

PALERMO. Gli abiti di carta sono la meravigliosa ossessione di Caterina Crepax figlia di Guido, noto disegnatore di fumetti e «papà» della splendida Valentina, personaggio di fantasia portato sullo schermo dal caschetto corvino di Demetra Hampton, nel 1989. «Mio padre disegna sulla carta bellissime donne nude, e io creo abiti di carta per vestirle» ha affermato di sé la designer durante una recente intervista. Stilista un po' speciale, con in borsa sempre forbici e vinavil, al posto di ago e filo, la Crepax, cinquantenne formatasi al Politecnico di Milano realizza veri e propri abiti-scultura fatti a mano, pezzi unici rifiniti nei minimi dettagli, come fossero cuciti con il più prezioso dei tessuti e con la cura e l'abilità di un sarto d'alta moda. Una passione nel trasformare, con tagli, pieghe e colla, il foglio di carta bidimensionale in costruzioni scultoree a tre dimensioni con cui realizza allestimenti di mostre, fiere e scenografie teatrali. Nel 1995 l'azienda Molteni & C. la chiama per il proprio stand al Salone del Mobile di Milano. Da allora le sue oniriche creazioni di carta hanno ottenuto molti riconoscimenti, sia in Italia sia all'estero. Tra le sue opere più note c'è la Medusa del 1999 e Riccadiriccioli del 2003.



MI. AV.

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