Da sabato rivoluzione per le patenti

Cambiamenti per chi guida scooter e moto di grossa cilindrata. Le novità non riguarderanno chi è in possesso dei patentini in vigore

PALERMO. Addio al patentino. Nuove multe e sanzioni penali. E poi ancora viene alzato il tetto dell'età per il conseguimento di alcune categorie di patente. Da sabato entra in vigore una nuova normativa sulla sicurezza stradale, che ridisegna radicalmente le regole per ottenere la licenza di guida. Aumentano, infatti, le categorie delle patenti, mentre scompare il patentino per i motorini e anche ai minorenni saranno così sottratti i punti in caso di infrazione che prevede la decurtazione. Possono stare tranquilli, invece, quelli che hanno già la patente in tasca. Per loro non cambia nulla.

La nuova disciplina è il frutto di due direttive europee - la 2006/126 e la 2009/113 - che sono state recepite nel nostro ordinamento con il decreto legislativo 59/2011 e che hanno un preciso obiettivo, ribadito anche dal Consiglio dei ministri in occasione dell'approvazione di alcune disposizioni integrative allo stesso decreto: «Migliorare il livello di sicurezza stradale e la formazione dei conducenti, oltre ad armonizzare e facilitare la libera circolazione di merci e persone in Europa».

Tra le novità, quelle più importanti riguardano i minorenni. La patente B1 sarà quella che consentirà di guidare le minicar con massa superiore a 400 kg e sarà conseguibile a 16 anni. E poi viene introdotta una nuova categoria - la AM - per motorini e minicar, che manda in soffitta il Certificato di idoneità guida ciclomotore, il cosiddetto patentino.

La AM potrà essere presa a 14 anni (per la guida all'estero occorrono 16 anni) ma, a differenza di prima, per ottenerla bisognerà sostenere un esame identico a quello per la patente A. E, soprattutto, anche ai possessori di patente AM verranno tolti i punti se commettono infrazioni che lo prevedono. Inoltre, in caso di sospensione della licenza di guida, dovranno sottoporsi alla revisione. L'altra differenza rispetto al passato è che, a partire da sabato, i corsi per la preparazione alla prova teorica per il conseguimento dell'ex patentino, non si svolgeranno più nelle scuole. Chi vuole la patente Am, dunque, o si presenta da privatista o dovrà seguire un corso presso le autoscuole (non obbligatorio).

Una cosa è certa. Sarà certamente, quantomeno all'inizio, difficile districarsi tra le nuove categorie e sottocategorie introdotte che consentono di guidare solo una parte dei veicoli inseriti nella categoria principale (AM; A1; A2; A; B1; B; BE; C1; C1E; C; CE; D1; D1E; D; DE). Per quanto riguarda le categorie C (camion) e D (autobus), la differenza fondamentale sta nel fatto che vengono sostituite dalla C1 e dalla D1, conseguibili a 18 e 21 anni, mentre per avere la C e la D piena bisognerà avere rispettivamente 21 e 24 anni. La A1 (quella per le moto 125) si può prendere a 16 anni mentre la nuova A2 a 18 e consente di guidare moto fino a 35 kw. Per avere la A così come accade oggi (guida di tutte le moto senza limitazioni) bisognerà avere 20 anni ma solo se si ha la A2 da almeno 2 anni, altrimenti bisognerà attendere i 24.

Nessuna di queste novità riguarderà chi ha preso la patente prima del 18 gennaio 2013: le licenze conseguite entro quella data, come dice la circolare della Motorizzazione, «conservano la loro efficacia. Pertanto il titolare di tali patenti rimarrà comunque abilitato alla guida di quei veicoli che la stessa gli consentiva».

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