Beni culturali, stop ai tagli per gli enti

Dovevano essere ridotti cda e collegi dei revisori dei conti. Ma l’assessorato chiede un parere all’Ufficio legale. La norma penalizzava chi riceve fondi dalla tabella «H»

PALERMO. La Regione ha sospeso il taglio dei consigli di amministrazione e dei collegi dei revisori dei conti di tutte le società, gli enti e le fondazioni che gravitano nella sua orbita. Una mossa che l’assessorato ai Beni culturali ha deciso dopo aver registrato dubbi e polemiche da parte degli enti interessati: sarà l’Ufficio legislativo e legale a decidere se e in che termini il taglio andrà realizzato in Sicilia.
La decisione dell’assessorato ai Beni culturali è stata comunicata con una circolare di poche righe indirizzata anche alla Corte dei Conti. Il provvedimento, firmato dal dirigente generale Sergio Gelardi, tecnicamente dispone la sospensione della circolare del 24 ottobre con cui l’allora governo Lombardo applicò subito l’articolo 22 comma 3 del decreto legge 201 del 2011: «È una norma nazionale - spiega Gelardi che imponeva la riduzione dei membri dei consigli di amministrazione e dei collegi dei revisori in tutti gli enti che ottengono finanziamenti pubblici. Gli enti avrebbero dovuto tagliare almeno un componente. Avrebbero dovuto adeguarsi, per esempio, tutti gli enti della tabella H». Si tratta dell’elenco di circa 300 sigle che hanno sempre ricevuto contributi a pioggia per un valore di circa 50 milioni. Ma la stessa norma doveva essere applicata dagli enti parco e da tutti i centri regionali che ricevono fondi pubblici.
Gelardi precisa che «la sospensione è ovviamente temporanea ma nasce anche dalla necessità di uniformare l’azione amministrativa visto che l’assessorato al Turismo, per esempio, non aveva dato analoghe disposizioni per gli enti che gravitano nella sua orbita». Il parere dell’Ufficio legislativo e legale è atteso per i prossimi giorni. Ma nell’attesa non scatterà alcuna sanzione per gli enti che da ottobre a oggi non si sono adeguati.
Gelardi ha invece del tutto revocato un decreto del suo predecessore, Gesualdo Campo, che disponeva l’obbligo di far svolgere alle Sovrintendenze tutte le gare nel settore dei beni culturali: «Col nuovo provvedimento - spiega Gelardi - se un museo avrà le risorse e il personale necessario a seguire le procedure potrà bandire da sè le gare che lo riguardano. Altrimenti intereverremo noi dall’assessorato. È necessario per velocizzare la spesa dei fondi europei».

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