Vince il bando e poi si ritira, il figlio di Zichichi: "Sono disgustato"

"L'avevo annunciato e lo confermo: ci ritiriamo dalla gara. Ho già dato mandato ai miei legali per verificare il percorso migliore in modo da non danneggiare i partners dell'Ati e il finanziamento europeo. Con questo atto chiudo il mio rapporto con la Sicilia. Ricordo che l'offerta fu presentata prima delle elezioni e quindi prima che mio padre diventasse assessore".

PALERMO. «L'avevo annunciato e lo confermo: ci ritiriamo dalla gara. Ho già dato mandato ai miei legali per verificare il percorso migliore in modo da non danneggiare i partners dell'Ati e il finanziamento europeo. Con questo atto chiudo il mio rapporto con la Sicilia, sono molto amareggiato e quasi disgustato. Speravo in cuor mio di perdere questa gara». Lorenzo Zichichi, figlio dello scienziato cooptato nel governo da Rosario Crocetta che gli ha affidato la delega ai Beni culturali, si sfoga al telefono, parlando di «vicenda assurda» e affermando di rinunciare alla gara vinta dalla sua società, la Cigno edizioni, assieme ad altre aziende raggruppate in Associazione temporanea d'impresa (Ati) per la gestione di attivit… culturali a Lipari, Tindari e Filicudi. Un bando da 2,4 milioni di euro che la Sovrintendenza di Messina ha appena aggiudicato all'Ati riaprendo la polemica sul presunto conflitto d'interesse interno alla famiglia Zichichi. L'imprenditore aveva detto che in caso di vittoria avrebbe fatto un passo indietro. «Ricordo però - dice - che l'offerta per la gara fu presentata prima delle elezioni regionali: Crocetta non era ancora governatore e mio padre non era ovviamente assessore». E sull'accostamento tra la sua società e quelle dell'imprenditore Gaetano Mercadante, arrestato con l'accusa di non avere versato alla Regione 40 milioni di proventi per la vendita di biglietti nei siti archoelogici, Lorenzo Zichichi aggiunge: «S'è fatta sempre molta confusione e si continua a farla, le Ati si formano proprio tra società diverse, non sono dunque socio delle altre aziende».

Non è la prima vicenda amara vissuta in Sicilia da Lorenzo Zichichi durante il suo percorso professionale. «Qualche anno fa rimasi scottato per una mostra di opere d'arte in Giappone - ricorda - Le autorità nipponiche ci sequestrarono le opere perchè la Regione siciliana non pagava, ce le riconsegnarono dopo tre anni e mezzo». Poi vi fu anche l'episodio con Elvira Sellerio. «Lavorai con lei alla trilogia di Federico II - continua - e come tutti i siciliani la signora Sellerio finì nel tritacarne di una inchiesta, ne uscì innocente ma ricordo con dolore le sue lacrime, rimase segnata da quella storia». Oltre ad avere portato in Sicilia la mostra dell'Hermitage, Zichichi cita la sua amicizia con il pittore Piero Guccione: «Ho portato le sue opere in giro per il mondo, compresa la Russia: faccio del male alla Sicilia?». Quindi un auspicio: «Per un pò penso che staremo lontani dall'isola, spero che Crocetta riesca nel suo intento di cambiare questa terra e che si possa lavorare qui con felicità e entusiasmo».

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