Sicilia, Archivio

Imprenditoria giovanile in crisi, il 16 per cento ha chiuso i battenti

Dati della confesercenti. È il risultato di una ricerca che riguarda l’ultimo quinquennio

CALTANISSETTA. L'anno nuovo si apre con le brutte notizie provenienti dal mondo dell'imprenditoria giovanile. Il 16 per cento delle imprese Under 35 ha chiuso i battenti in un quinquennio (2005-2010) e si teme che altre piccole o medie aziende possano seguire la stessa sorte.
I dati arrivano da uno studio reso noto da Confesercenti e si tratta di numeri che spingono il presidente provinciale Lillo Randazzo a dire che ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza. Tradotto significa un centinaio di imprese giovanili in meno spesso a conduzione personale e familiare. Lancia l'allarme la Confesercenti e invoca interventi di Regione e Comune: «Perchè il problema - rileva Randazzo - è essenzialmente politico. Siamo d'accordo sulla riduzione degli sprechi e sul taglio delle spese superflue, ma si tratta di risorse che dovrebbero essere liberate per consentire alle famiglie di poter tornare nuovamente a spendere e a consumare. Solo così si potrà ridare ossigeno alle aziende». L'Sos di Confesercenti arriva a pochi giorni dalla diffusione dei dati Istat sulla disoccupazione giovanile ormai a livelli record con il 37 per cento, ossia un giovane su tre senza lavoro.
«La mancanza di lavoro - ha dichiarato Randazzo - colpisce la nostra provincia e in particolare uomini e donne, crea insostenibili fratture sociali, mina la fiducia nel futuro e impoverisce il territorio. Per questo sciogliere il nodo della disoccupazione deve essere l'obiettivo prioritario di tutte le forze politiche».
Randazzo chiama in causa la politica e soprattutto il mondo bancario. «Nel Nisseno - spiega - in un territorio già depresso chi vuole creare sviluppo viene ostacolato dal sistema creditizio e dalla burocrazia. Ai ragazzi abbiamo sempre suggerito di puntare sull'imprenditoria, adesso tocca alla Regione ma anche ai comuni favorire questo processo. Se chiudono le piccole e medie imprese, ovvero l'ossatura della nostra economia, non funziona più nulla. La loro sopravvivenza è vitale per noi».
Per Randazzo occorre invertire ela rota e per farlo bisogna privilegiare la semplificazione burocratica, ridurre la pressione fiscale ed avviare politiche di sostegno concreto alle imprese per facilitarne anche la nascita.
"L'obiettivo - ha concluso - può essere raggiunto ocn interventi mirati che, attrav erso il tagli di sprechi e della spesa pubblica improdutiva, permetano la riduzione della zavorra fiscale che pesa sulle aziende e liberino risorse per crescita e sviluppo. Non bisogna dimenticare che le imprese Under 35 rappresentano il il 12 per cento di tutte le imprese della provincia".

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