Elezioni, troppo Monti in Tv: arriva il richiamo dell'Agcom

Attraverso una nota, l'Authority delle comunicazioni rileva "diffusi squilibri nella presenza delle forze politiche nei telegiornali" dopo il monitoraggio delle prime due settimane di campagna elettorale

ROMA. «Diffusi squilibri nella presenza delle forze politiche nei telegiornali diffusi da Rai, Mediaset, Telecom Italia Media e Sky Italia». Li rileva il consiglio dell'Agcom, che, dopo aver esaminato i dati del monitoraggio delle due prime settimane della campagna elettorale, invia un richiamo alle emittenti per un riequilibrio immediato.«In particolare, e a titolo non esaustivo» - si legge in una nota - l'Agcom rileva: «- nei tg della Rai una sottopresenza del PDL rispetto al PD (Tg3), una sovraesposizione del presidente del Consiglio in qualità di soggetto politico (Tg1 e Tg3), una sottopresenza dell'Italia dei Valori, Futuro e Libertà per l'Italia e Lega Nord-Padania (Tg1), una sottopresenza dell'UDC (Tg3); - nei tg del gruppo Mediaset una sottopresenza del PD rispetto al PDL (Tg5 e Studio Aperto), una sovraesposizione di Futuro e Libertà per l'Italia (Tg4 e Studio Aperto) e una sottopresenza di Italia dei Valori e dell'UDC (Tg4 e Studio Aperto);  - nei tg di Telecom Italia Media si rileva una sottopresenza del PD rispetto al PDL (Tg La7 e La7 D), una sovraesposizione del presidente del Consiglio in qualità di soggetto politico (Tg La7, La7 D, MTV Flash), una sottopresenza di Italia dei Valori, Futuro e Libertà per l'Italia e Lega Nord-Padania (La 7 e La7D); - nei tg di Sky Italia si rileva una sottopresenza di Italia dei Valori, Futuro e Libertà per l'Italia, Lega Nord-Padania e UDC (Sky Tg 24 e testata Cielo) e una sovraesposizione del Presidente del Consiglio in qualità di soggetto politico (Sky Tg 24 e testata Cielo)». «Tenuto conto che lo scorso 29 dicembre è entrato in vigore il regolamento dell'Autorità per le emittenti private - prosegue la nota - e che dal 6 gennaio decorre quello approvato dalla Commissione parlamentare di vigilanza riferito alla Rai,  e alla luce dei dati del monitoraggio», l'Agcom «ritiene che lo squilibrio rilevato nella fase di avvio della campagna elettorale - con alcune evidenti punte di criticità particolarmente accentuate nelle edizioni principali dei tg - richiede una netta inversione di tendenza, anche alla luce della piena operatività dei provvedimenti attuativi in materia di par condicio».

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