Pdl, ok a Schifani e Prestigiacomo

Stop alla candidatura di chi ha più di 65 anni, ha tre legislature alle spalle e ha messo in difficoltà il governo Berlusconi: su queste regole si baserà il Pdl per definire le liste in vista delle politiche di febbraio

PALERMO. Stop alla candidatura di chi ha più di 65 anni, ha tre legislature alle spalle e ha messo in difficoltà il governo Berlusconi: su queste regole si baserà il Pdl per definire le liste in vista delle politiche di febbraio. Norme che mettono a rischio in Sicilia la corsa di diversi big, ma il testo approvato a Roma dall’ufficio di presidenza guidato dal segretario Angelino Alfano, su indicazione del leader Silvio Berlusconi, prevede già la possibilità di derogare ai criteri scelti: la decisione finale spetterà, «in via eccezionale, a un Comitato nominato dal presidente Berlusconi», che terrà conto ad esempio dell’impegno profuso per il partito, della rappresentanza territoriale e della storia politica.
La prima deroga di fatto è arrivata nel corso della riunione: Alfano ha ringraziato il presidente, Renato Schifani, per avere «presieduto l'istituzione del Senato della Repubblica con equilibrio, terzietà e alto senso dello Stato». E ha ringraziato pure i capigruppo Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri per il «prezioso e proficuo lavoro svolto a sostegno del governo Berlusconi», sottolineando che sono stati «contributi ed esperienze dei quali senz'altro il Pdl beneficerà nella prossima legislatura».
Ad ogni modo i criteri sono definiti: non più di tre legislature, anche non consecutive, e comunque non più di 15 anni di presenza in assemblee parlamentari (Camera, Senato e Parlamento europeo). Poi l’età inferiore a 65 anni e nessun problema con la contribuzione mensile al partito per l'intera durata della legislatura. Non potranno inoltre essere candidati «coloro i quali si siano comportati in modo scorretto nei confronti del Pdl» ad esempio assumendo «in modo sistematico posizioni in conflitto con la linea politica del partito».
I limiti all’età e al numero di legislature potrebbe escludere dalle liste diversi big: tra questi c’è il messinese Domenico Nania, già coordinatore del partito nell’Isola. In bilico pure Antonio Battaglia, Enrico La Loggia e Tonino Dalì, che possono comunque sperare in una deroga. Dovrebbe essere pure certo il via libera a Stefania Prestigiacomo, che ha ricoperto per due volte il ruolo di ministro nel terzo e quarto governo Berlusconi.
Nella lista per la Camera della Sicilia occidentale sono invece certi di una candidatura il coordinatore Dore Misuraca, Giuseppe Marinello e Alessandro Pagano. Anche Francesco Scoma, capogruppo all’Ars, avrebbe dato la propria disponibilità ad essere inserito in lista. Nella Sicilia orientale saranno in corsa Giuseppe Castiglione, Vincenzo Garofalo, Vincenzo Gibiino, Salvatore Torrisi, Basilio Catanoso e Antonino Minardo. Per il Senato i nomi certi sono quelli del presidente uscente Renato Schifani e di Simona Vicari, mentre sarebbe affidata all’eurodeputato Salvatore Iacolino la scelta se candidarsi o meno: l'ufficio di presidenza parla «dell'opportunità di non prevedere la candidatura alle elezioni politiche per gli eurodeputati e gli esponenti del Pdl che si candideranno alle prossime elezioni regionali». Una dicitura che per alcuni esponenti farebbe riferimento solo alle regioni chiamate alle urne, cioè Molise, Lombadia e Lazio.
L’ultima parola spetterà comunque agli organi statutari e la partita è apertissima. Per la composizione delle liste, il Pdl dovrà sia decidere sull’eventuale inserimento di esponenti del Pid di Saverio Romano, sia tener conto del ritorno di Gianfranco Miccichè, che però ha trovato in disaccordo diversi esponenti di Grande Sud, a cominciare da Michele Cimino e Titti Bufardeci.
Così, mentre Grande Sud prova a ripartire affidando alla parlamentare regionale, Bernardette Grasso, il ruolo di vice coordinatrice regionale del movimento, gli esponenti fuoriusciti sono alla ricerca di un’intesa con l’area centrista di Tabacci per formare una lista e correre federati al Pd.

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