Acqua, ancora crisi tra tagli e siccità

La società spagnola che ha in gestione la distribuzione pronta al sigillo delle utenze che risultano ancora morose in città e a Gela

CALTANISSETTA. Per i morosi che evadono i tributi idrici è in arrivo una nuova, massiccia campagna di tagli. A Caltaqua stanno elaborando gli elenchi di chi nel 2012 ha "dimenticato" di onorare le bollette, operazione già alle battute finali poi si passerà alla seconda fase che prevede la disattivazione dei contatori, forse migliaia. Il grosso, come sempre, è concentrato sui due centri più importanti (il capoluogo e Gela) ma l'operazione toccherà altri comuni più piccoli dove però le punte di evasione rimangono estremamente alte. In questi giorni gli operai della società "tagliano" mediamente l'acqua a cinquanta utenze morose, un numero ritenuto "fisiologico" e riferito al 2012 e ad anni pregressi. Dalla prossima settimana i distacchi saranno più consistenti. Caltaqua, società che non versa in buone condizioni finanziarie, conta di recuperare somme rilevanti e azzerare, o perlomeno tamponare, un insoluto imponente. Stessa operazione era stata compiuta lo scorso anno, in tre periodi diversi, per stanare autentici eserciti di evasori e fra questi interi condomini della città cosiddetta bene (via Paladini e viale della Regione) e abitazioni degli antichi quartieri. Ma sul pianeta acqua, al di là dei tagli ormai imminenti, gravano altri e più pesanti interrogativi. Arrivano cattive notizie dall'Ancipa dove le riserve continuano ad assottigliarsi in assenza di precipitazioni meteoriche. Le ultime piogge (ma anche nevicate alle quote più alte) risalgono a metà dicembre eventi che avevano consentito alla diga di riprendere lentamente quota oltre un milione di metri cubi. Da venti giorni, però, la situazione sembra volgere al peggio i livelli sono nuovamente scesi originando una situazione che potrebbe indurre le autorità idriche a rivedere la dotazione da assegnare alle province del centro Sicilia già colpite dal prolungato periodo di siccità del mese di novembre che aveva costretto la società spagnola a dilatare i turni di erogazione a tre giorni, ridotti poi a due a ridosso dello scorso Natale. L'Ancipa, a seguito dei lavori eseguiti dall'Enel per la messa in sicurezza dell'impianto, adesso è nelle condizioni di potere invasare fino a 28 milioni metri cubi, evento quest'ultimo che si potrà verificare in presenza di piogge abbondanti. L'andamento climatico oltre a mettere in difficoltà le campagne potrebbe avere effetti pesanti anche sui fabbisogni idropotabili della città e non vengono esclusi, a breve, ridimensionamenti di turni e ore di erogazione. Si tornano ad invocare le piogge, le ultime - abbondanti e prolungate - risalgono allo scorso aprile. Le scorte, all'Ancipa, si stanno progressivamente esaurendo e per contro non è ancora pienamente sfruttabile l'acqua del fiume Imera indicato come il toccasana in un panorama di crisi. La portata del fiume è ancora bassa. Dall'alveo vengono derivati - per essere poi dirottati al Blufi - quantitativi esigui e comunque non sufficienti per cancellare i problemi idrici di mezza provincia, quella servita dall'Ancipa. Caltaqua assicura che a breve non sono previste variazioni sui turni distributivi. Si resta - ma a denti stretti - a due giorni grazie agli apporti significativi dell'acquedotto Fanaco dove le risorse disponibili continuano a mantenersi su livelli discreti anche se le precipitazioni sul versante agrigentino sono state estremamente basse dall'autunno in poi. La città, peraltro, è reduce da una crisi originata da un guasto in contrada Sabucina lungo la condotta dell'Ancipa; la situazione è tornata alla normalità solo sabato scorso, ma in città resistono ancora sacche di sete al rione San Francesco e alla Provvidenza, le zone più "disastrate" della città dove le ore di erogazione sono minime (tre massimo quattro ore).

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati