Pd, resa dei conti sui candidati

La segreteria regionale tenta di sbarrare la strada all’accordo nazionale che prevede la candidatura blindata nell’Isola a 11 big che toglierebbero spazio a esponenti locali

PALERMO. Si infiamma lo scontro nel Pd, con la segreteria regionale che tenta di sbarrare la strada all’accordo nazionale che prevede la candidatura blindata nell’Isola a 11 big che toglierebbero spazio a esponenti locali. Mentre nel centrodestra è ufficiale l’accordo fra Miccichè e Berlusconi: anche se in Grande Sud si va verso una spaccatura.

Lo scontro nel Pd
Fatte le primarie, con molti big sorpassati da giovani new entry, il Pd deve decidere a Roma il criterio per assegnare i posti in lista. Con l’impossibilità di esprimere le preferenze, stare ai primi posti è garanzia di elezione. In caso di vittoria del premio di maggioranza, il Pd potrebbe eleggere 32 fra senatori e deputati ma la segreteria nazionale vorrebbe poter indicarne 11. Lo stesso Bersani dovrebbe essere capolista in Sicilia. Se così fosse resterebbero fuori big come Sergio D’Antoni, Bernardo Mattarella, Pino Apprendi, Tonino Russo, Lillo Speziale. E per questo motivo ieri il segretario Giuseppe Lupo è volato a Roma. A Franceschini, Letta, Migliavacca, Errani, Stumpo e Bidi, Lupo ha detto che «il Pd siciliano è completamente in disaccordo col progetto di riservare 11 posti a candidati calati da Roma. Bisogna attingere al bacino delle primarie». L’incontro romano è stato definito duro da Lupo, che avrebbe ricevuto un secco no alla richiesta di ridiscutere gli accordi presi da Bersani: dunque pronti a candidarsi in Sicilia big come Beppe Fioroni ma anche esponenti di partiti alleati come i socialisti di Carlo Vizzini. Oggi Lupo riunirà la direzione regionale.

Miccichè e Lombardo
La giornata di ieri ha visto l’ufficializzazione del ritorno di Gianfranco Miccichè nel centrodestra, a sostegno di Berlusconi. Lontani i tempi della candidatura di Miccichè alla Regione in sfida al Pdl, lontane le critiche a Berlusconi e il pentimento pubblico sul sostegno passato. Miccichè farà una lista autonoma in tutto il Mezzogiorno con candidati al Senato e alla Camera: si chiamerà Grande Sud. Oltre agli otto uscenti siciliani ci saranno gli uomini di Caldoro in Campania, Scopelliti in Calabria, Fitto in Puglia. Potrebbe esserci anche Marcello Dell’Utri che Berlusconi ieri ha escluso dalla lista del Pdl. Ma il patto rischia di creare una frattura in Grande Sud. Michele Cimino non ci sta a tornare con Berlusconi: «Spero che venga convocato un vertice di partito per discuterne. Io lo farò convocando per oggi il gruppo all’Ars. Avrei preferito mettere sul piatto un nostro progetto e offrirlo a chi lo condivide, che sia Monti o Bersani». La mossa di Berlusconi punta a strappare il premio di maggioranza al Pd in Sicilia: e per questo la coalizione di centrodestra vedrà anche gli ex An di La Russa e Meloni e il Cantiere popolare di Saverio Romano, dove Patrizio Lodato chiede spazio minacciando l’uscita se verranno candidati al suo posto Maira, Leontini o Ruvolo.

I dubbi nell’Mpa
Miccichè riporta in dote a Berlusconi anche Raffaele Lombardo e il suo Mpa-Pds che per primi aprirono nel 2008 la frattura col Pdl indebolendo il governo Berlusconi. Oggi l’ex presidente della Regione sarà a Roma, dove però incontrerà anche Bruno Tabacci che sta creando una lista centrista a sostegno di Bersani. Un progetto che piace a molti nell’Mpa: «Potrebbe essere un’opportunità - commenta Roberto Di Mauro -, in fondo la nostra corsa con Miccichè alla Regione ha spianato la strada al centrosinistra».

Le trattative di Ingroia
Antonio Ingroia sta creando la sua coalizione. Gli unici partiti che ne faranno parte sono l’Idv di Orlando che candiderà Fabio Giambrone e Pippo Russo e Rifondazione comunista in asse con i Verdi di Bonelli. Poi molte associazioni: Terza primavera che punterà su medici in lista, Cambiare si può e Alba. Ingroia sta tentando di convincere la moglie di Moratti, Milly a scendere in pista in Lombardia insieme con Gabriella Stramaccioni, sorella dell’allenatore dell’Inter e direttrice di Libera, la fondazione di don Ciotti.

La Boldrini per Sel
Il partito di Vendola in Sicilia punterà su Laura Boldrini: la portavoce dell’Agenzia Onu per i rifugiati guiderà le due liste della Camera, dietro di lei Erasmo Palazzotto e Sofia Martino. Al Senato il capolista sarà Francesco Forgione.

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