Gela, rubate le offerte del presepe

La "Natività" allestita in piazza Salandra, profanata da teppistelli che hanno agito ieri sera

GELA. Hanno atteso le prime ore del pomeriggio di ieri, quando piazza Salandra era praticamente deserta, per mettere a segno un vero e proprio blitz. Il loro obiettivo era la cassetta delle offerte collocata nei pressi del presepe realizzato dai residenti della zona, allo scopo di raccogliere fondi da donare alle famiglie più disagiate. Soldi e cassetta sono spariti in pochi minuti. Amaro lo sfogo di uno degli organizzatori del presepe. “Questa – dice Rosario Parisi – è una città della vergogna. Hanno avuto il coraggio di rubare la cassetta delle offerte che conteneva solo pochi euro. Vergogna!”. Ad accorgersi del furto è stato proprio Parisi che, quotidianamente, si occupa del presepe e delle offerte lasciate dai passanti e dai visitatori. “Allestire il presepe – continua – ci è costato circa ottocento euro. Soldi che abbiamo speso senza chiedere contributi a nessuno. Chi ha fatto sparire la cassetta è un vero codardo. I soldi servono ad acquistare pacchi dono da consegnare alle famiglie che non hanno nessuna possibilità economica”. Il furto di ieri pomeriggio ha seguito quelli degli anni scorsi. “Non è la prima volta che succede – dice ancora Parisi – ogni anno, rubano qualcosa. Hanno il coraggio di portare via le statue del presepe. Ma come si fa? In che città viviamo?”. Il furto ha lasciato molta amarezza tra i residenti di piazza Salandra che, ogni anno, raccolgono il denaro necessario all’allestimento del tradizionale presepe a cielo aperto. “Non c’è più nessun rispetto – si sfogano alcuni di loro – per poche monete, hanno creato danni e disagi. Peraltro, i soldi raccolti all’interno della cassetta vengono prelevati alla fine di ogni giornata. Quindi, i ladri avranno portato via una cifra veramente irrisoria. Dovrebbero solo vergognarsi”. Il presepe allestito in piazza Salandra, però, continuerà a rimanere visibile fino alla conclusione del periodo festivo. Neanche la rete di protezione, però, sembra ormai sufficiente a proteggerlo da ignote mani.

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