Rinasce Santa Maria degli Angeli: manca solo l’allaccio della luce

La città si riappropria di un pezzo di storia. In pochi giorni le operazioni saranno completate

CALTANISSETTA. Sarebbe in teoria già tutto pronto per restituire alla città un pezzo importante del suo passato. A Santa Maria degli Angeli, complesso monumentale fra i più antichi e prestigiose, si attendono gli operai dell'Enel per spostare cavi elettrici operazione propedeutica per l'abbattimento del capannone prospiciente la chiesa utilizzato per anni dall'impresa edile che operava all'interno. «Il deposito - ha spiegato il sovrintendente Salvatore Gueli - dovrà essere necessariamente essere raso al suolo, operazione di pochissimi giorni, ma per farla occorrerà liberarla dai cavi elettrici. La nostra richiesta all'Enel è partita da tempo ma ancora siamo in attesa che arrivi una squadra. Per il resto l'intervento può considerarsi concluso».

Oltre tre anni di lavori finanziati con fondi europei hanno permesso il recupero del monumento più importante, la chiesa Santa Maria Angeli (ritenuta la prima parrocchia) e l'annesso enorme convento. Il tempio è stato recuperato del tutto compreso lo splendido portale gotico salvatosi miracolosamente dallo scempio compiuto in quasi settant'anni di abbandono totale. Del convento, ridotto in condizioni pietose, invece sarà fruibile solo il pianoterra; per l'utilizzo del piano soprastante si dovranno attendere altri finanziamenti. La chiesa, della quale è stata riportata alla luce la cripta piena di scheletri, monete e anfore di gran pregio, sarà adibita ad auditorium. Era questa la destinazione ipotizzata nel progetto finanziato per quasi tre milioni dalla comunità europea e tale resterà.

Uno spazio culturale aperto alla città carico di suggestione e di significati storici. Non farà rientro all'auditorium il grandissimo quadro di Santa Maria degli Angeli salvato in extremis oggi custodito al Collegio di Maria. Anche l'ipotesi avanzata originariamente dalla Curia di trasformare il tempio nella cappella del cimitero è ben presto tramontata. «L'apertura - ha sostenuto il sovrintendente ai beni culturali - a meno intoppi avverrà a febbraio». Difficile invece da capire la destinazione finale del convento del quale con i soldi disponibili è stato possibile effettuare un parziale recupero. Forse diventerà sede definitiva degli uffici della stessa sovrintendenza, ma l'utilizzo dipende ovviamente dai finanziamenti regionali occorrenti per completare il restauro. Avrà sicuramente in grande impatto nei nisseni l'apertura ricavata a pianoterra per l'accesso alla sovrastante rocca di Pietrarossa dal quale è possibile godere di un panorama mozzafiato.

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