Antonio Ingroia si candida, presentato il simbolo

Dominato dal colore arancione e con il suo nome in forte evidenza al centro. Nella parte superiore c'è la scritta "rivoluzione civile" e in basso le sagome in rosso dei lavoratori. "Avremo milioni di consensi perché vogliamo fare una rivoluzione pacifica dei cittadini", ha detto il magistrato

ROMA. Antonio Ingroia ha sciolto la riserva per la candidatura in Parlamento. In una conferenza
stampa ha presentato il simbolo che è dominato dal colore arancione e con il suo nome in forte evidenza al centro. Nella parte sovrastante il simbolo c'é la scritta "Rivoluzione civile" mentre in basso ci sono le sagome in rosso di cittadini e lavoratori. Nessun simbolo dei partiti che supportano Ingroia compare nel logo.

Alla conferenza stampa non erano presenti i leader di Prc, Idv, Pdci che sostengono l'iniziativa politica. Tra i presenti c'erano invece Leoluca Orlando e Luigi De Magistris. "Conquisteremo Palazzo Chigi - ha detto Ingroia - e avremo milioni di consensi perché vogliamo fare una rivoluzione pacifica dei cittadini, una rivoluzione civile".

"Siamo a fianco dei magistrati che hanno sollevato il conflitto di attribuzione sui provvedimenti
del governo Monti riguardo l'Ilva. Rivendichiamo la politica della passione e della coerenza che il Pd sembra aver smarrito. Siamo noi a rappresentare questa storia che Bersani non ha dimostrato di voler portare avanti". Lo ha detto Antonio Ingroia in una conferenza stampa per la presentazione della sua lista in Parlamento. Secondo il magistrato "Bersani si è impantanano in una linea politica ambigua e contraddittoria nei confronti del governo Monti dimenticando storie come quelle di Pio La Torre e del suo impegno contro la mafia".

Ingroia ha poi polemizzato con il leader del Pd: "Ha ignorato il mio appello a lui rivolto. Lo abbiamo cercato, non certo perché abbiamo bisogno di lui e abbiamo ricevuto risposte stravaganti. Evidentemente si sente il Padreterno, mentre Falcone e Borsellino mi rispondevano al primo squillo. Bersani in ogni caso una risposta politica l'ha data, non vuole una politica antimafia nuova e rivoluzionaria che sarebbe in grado di eliminare la criminalità. Il silenzio di Bersani è inequivoco, perché non vuole questa nostra scelta di eliminare mafia e corruzione". Nel suo lungo attacco al leader del Pd Ingroia è incorso in un lapsus quando invece di citare Bersani ha citato il nome del leader del Pdl, Silvio Berlusconi.

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