Vare, il museo sta per diventare realtà La struttura sarà pronta entro febbraio

I gruppi statuari dei fratelli Biangardi potranno così finalmente essere visitati dai turisti tutto l’anno

CALTANISSETTA. A ridosso della Pasqua 2013 le Vare del giovedì santo troveranno degna e definitiva sistemazione nel museo dell'ex Gil in via Cavour. Per i famosi gruppi statuari dei Biangardi una collocazione in un contesto museale che potrà essere visitato tutto l'anno e faranno uscire questi capolavori dall'isolamento in cui sono confinati da tanto tempo. I lavori per l'adeguamento strutturale dell'edificio si concluderanno entro la fine di gennaio e sempre entro quella data dovrebbe essere ultimato l'intervento della Soprintendenza per la realizzazione dei percorsi espositivi e dell'illuminazione interna. «Ragionevolmente - ha dichiarato l'architetto Maurizio Alù del Genio Civile direttore dei lavori relativi alla ristrutturazione dello stabile - il museo potrebbe essere fruibile già prima della Settimana santa. Tempi e modalità di apertura verranno stabiliti ovviamente dalla Soprintendenza».

Per il museo delle Vare sono stati spesi 900 mila euro quasi il doppio della spesa originariamente prevista. I lavori sono iniziati nel 2009 e hanno subito uno stop lungo un anno per le difficoltà di reperimento delle somme a copertura di una perizia di variante finanziata successivamente dall'assessorato regionale al bilancio con 450mila euro. La tabella di marcia prevedeva la conclusione entro fine settembre ma i tempi si sono ulteriormente dilatati per motivi strettamente tecnici. La disposizione dei gruppi a pianoterra dell'edificio verrà decisa dalla Soprintendenza ma dovrebbe rispettare l'ordine di uscita nella processione del giovedì santo; al museo non verrà esposta la Sacra Urna che resta nel posto (la Cattedrale) dove si trova da sempre essendo un bene della Curia. E al museo non andranno le Varicedde del mercoledì santo i cui proprietari non appaiono orientati a privarsi dei beni. Troveranno invece ospitalità cimeli della Real Maestranza e forse lo stivale di Polifemo, opera del maestro Pasquale Tramontana, finito nel Guinness dei primati. L'esigenza di dotare la città di un museo dove poter ammirare questi piccoli capolavori già centenari è sorta un ventennio addietro e individuare la sede non è stato facile. Si era addirittura parlato del convento (pure in via di ristrutturazione) annesso alla chiesa Santa Maria degli Angeli ritenuto troppo decentrato. I gruppi attualmente sono ospitati nei sotterranei della parrocchia San Pio X con spese di locazione a carico dell'ente provincia.

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