Due primari per un solo posto Prescrizione per manager Asl

Così ha deciso la Corte d’Appello dopo tre ore e mezza di camera di consiglio

CALTANISSETTA. Dall'innocenza alla prescrizione nel volgere di un istante. Giusto il tempo che il presidente della corte d'Appello, dopo tre ore e mezzo di camera di consiglio, desse lettura del dispositivo di sentenza che ha in qualche modo «rivisitato» il verdetto per gli ex manager dell'Azienda sanitaria e un medico tirati in ballo per abuso d'ufficio.
Prescrizione per l'ex dirigente dell'Asl, Ettore Costa, il direttore sanitario Enzo Sedita e il direttore amministrativo, Renato Nasta (assistiti dagli avvocati Raffaele Palermo e Stefano Santoro) che ieri, in aula, hanno accolto con qualche perplessità il pronunciamento della corte d'Appello presieduta da Letterio Aloisi (consiglieri Francesco Provenzano ed Andreina Occhipinti). A loro tre va ad aggiungersi il chirurgo Silvio Morini (difeso dall'avvocato Cinzia Di Vita) attorno alla cui nomina a primario di chirurgia dell'ospedale «Maddalena Raimondi» di San Cataldo ruotava l'intera vicenda giudiziaria. Passata prima per un'assoluzione, perché «il fatto non sussiste», sentenziata dal gup che ha giudicato i quattro imputati con il rito abbreviato e, poi, il nuovo processo che s’è chiuso ieri, perché quel primo verdetto è stato appellato dal procuratore aggiunto Amedeo Bertone e il sostituto Maria Pia Ticino.
E ieri l'avvocato Palermo, nel controbattere le deduzioni del sostituto pg Fernando Asaro che aveva proposto la condanna dei quattro imputati ad un anno ciascuno, ha chiesto l'assoluzione snocciolando la sua tesi in oltre un'ora e mezzo d'arringa.
Secondo la tesi dell'accusa la nomina di Morini a primario di chirurgia non sarebbe stata regolare. L'incarico sarebbe spettato - hanno sostenuto procura prima e procura generale poi - al precedente titolare. Sì, perché secondo i magistrati il precedente primario di chirurgia del «Raimondi», Arcangelo Lacagnina - che nel frattempo aveva espletato la stessa funzione con incarico a termine al «Sant'Elia» - avrebbe mantenuto il diritto alla conservazione del posto. E invece quando quella convenzione con l'ospedale del capoluogo nisseno è scaduta e lui s'è ripresentato a San Cataldo per tornare al suo posto, ha scoperto che nel frattempo era stato occupato.
I fatti che hanno alimentato la parentesi giudiziaria sono racchiusi nell'arco di tempo compreso tra il primo maggio di otto anni fa al 28 febbraio 2008. Quella delibera era stata attuata da Costa con il beneplacito di Nasta e Sedita. In primo grado l'Azienda sanitaria provinciale si è costituita parte civile.

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