San Cataldo, luminarie in corso Vittorio Emanuele L’accusa: soldi presi dal fondo di riserva

Ad attaccare il sindaco Franco Raimondi e l’assessore Giuseppe Anzalone è il consigliere Giampiero Modaffari

SAN CATALDO. Luci accese su corso Vittorio Emanuele. Si comincia così, il 20 dicembre, a respirare un pò di aria natalizia in una città dove, a parte l’iniziativa di qualche privato e delle associazioni (una graziosa capanna realizzata da Pro Loco e Quarta Parete davanti la chiesa del Convento e qualche presepe allestito dai vari comitati di quartiere) nulla è stato organizzato, neanche i mercatini di Natale o qualche piccola sagra che magari avrebbe spinto la gente a passeggiare per le vie della città. Nessuna vera programmazione dunque per il Natale 2012 volta per lo meno a favorire un commercio che già da qualche anno vive uno stato di profonda crisi. Pare però che i soldi per acquistare le luminarie siano stati prelevati dal fondo di riserva, cosa che ha fatto scatenare una lunga discussione in consiglio comunale. Ad accusare il sindaco Franco Raimondi e l’assessore Giuseppe Anzalone il consigliere di Riprendiamoci la Città Giampiero Modaffari.

«L'opposizione ha dichiarato Modaffari - non ha presentato alcun emendamento al bilancio di previsione poiché di fatto si trattava di un consuntivo visto che è stato approvato il 28 Novembre, ad un mese dalla fine dell'anno e dopo che erano di già stati spesi undici dodicesimi delle somme riferite all'anno precedente. Ciò nonostante nei giorni scorsi la maggioranza difendeva l’amministrazione comunale che, per via delle ristrettezze di bilancio e per far fronte ad altre priorità, non poteva istallare le luminarie.

Adesso, dopo avere avuto il coraggio di non prevedere le somme in bilancio, che cosa hanno pensato di escogitare? A sei giorni dal Natale e dopo le innumerevoli lamentele della cittadinanza hanno prelevato seimila euro dal fondo di riserva che, per chi non lo sapesse, serve, così come si legge nell’articolo 29 del regolamento sulla contabilità, per “fronteggiare esigenze straordinarie o per rimpinguare capitoli che dovessero risultare insufficienti fino al 31 dicembre dell’esercizio”. Dunque dall’agire della nostra amministrazione si evince che a San Cataldo sono le luminarie le esigenze straordinarie. Forse la giunta non sa di aver creato un precedente, visto che la prossima volta che chiederò di destinare i soldi degli abbonamenti agli alunni pendolari, prelevandoli dal fondo di riserva, non potranno più rispondermi che quelli sono fondi destinati alle emergenze».  

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