Carelli: «Monti ha bisogno di Berlusconi per vincere»

PALERMO. «Il premier Mario Monti ufficializzerà la sua candidatura a Palazzo Chigi prima di Natale. Ma per vincere ha bisogno di Silvio Berlusconi». Ne è convinto Emilio Carelli, giornalista politico di Sky. Per Carelli mai come adesso l'Italia ha vissuto un momento di totale confusione politica e la scelta di Monti ha creato un grande subbuglio. L'ex direttore di Sky Tg24 giudica strumentali le accuse internazionali a Berlusconi: «Servono per farlo perdere e consentire a Monti di continuare nella sua politica di rigore». Bersani? «La sua vittoria - dice Carelli - era scontata ma la candidatura dell'attuale premier cambia tutto». Il noto conduttore di Sky parla anche del piano B di Berlusconi: «Se non si raggiunge l'accordo con Monti, allora dovrà allearsi con la Lega pagando l'accordo a caro prezzo e cioè dovrà cedere la Lombardia a Maroni». Carelli poi concorda con i sondaggi che prevedono un successo dei grillini alle politiche: «Condizioneranno pesantemente la prossima legislatura e tutti dovranno fare i conti con loro».
DA COSA NASCE LA PROMOZIONE A LIVELLO INTERNAZIONALE DI UNA CANDIDATURA DI MONTI?
«Mai come adesso l'Italia ha vissuto un periodo di totale confusione politica. Negli ultimi giorni ci sono stati cambi di ora in ora. Fino a qualche giorno fa i sondaggi davano per scontata la vittoria di Pierluigi Bersani dopo il successo alle primarie del Pd che sono state un grande strumento di promozione per il centrosinistra. Ma adesso l'ipotesi di una candidatura di Monti ha creato un grande subbuglio. E ora può succedere di tutto. La candidatura di Monti era remota. La sua decisione sarebbe frutto di decisioni pesanti all'interno dell'Unione Europea. Secondo i leader internazionali sarebbe l'unica contrapposizione vincente a Berlusconi. Anche perchè l'alleanza di Vendola con Bersani non darebbe le giuste garanzie volute dai leader europei. Nel Ppe c'è paura. Ma se Monti scende in campo solo con i centristi ha poche possibilità: rischierebbe di fermarsi ad un terzo o quarto posto».
PERCHÈ ARRIVANO NUOVE PESANTI CRITICHE INTERNAZIONALI A BERLUSCONI?
«Sono attacchi strumentali per impedire che Berlusconi possa continuare nel suo percorso verso il governo e vincere. L'Europa vuole che l'Italia riprenda la politica di rigore. Se mai vincerà, comunque Monti dovrà cambiare registro. Un milione di disoccupati in più preoccupa troppo».
MA ALLA FINE MONTI SI CANDIDERÀ?
«Sì. Penso sia molto probabile la sua candidatura. E credo lo farà subito prima di Natale appena avrà rassegnato le dimissioni a Napolitano. Finora non lo ha fatto per correttezza istituzionale visto il ruolo ricoperto. Ma per andare avanti dovrà scendere a compromessi. E allearsi con il Pdl di Berlusconi».
MA I CONTINUI ANNUNCI CONTRASTANTI DI BERLUSCONI COME SI POSSONO LEGGERE?
«Le dichiarazioni politiche di Berlusconi sembrano disorientare. Sono poi invece molto coerenti con questo progetto del Ppe al quale Berlusconi crede perchè ha capito che da solo non può vincere le elezioni ma se ci fosse una coalizione con Pdl, Udc e Montezemolo questo darebbe più possibilità di vittoria. Quindi le sue non sono dichiarazioni così assurde. Del resto Berlusconi da un anno dice che lui non vuole tornare a Palazzo Chigi. Penso che lui si accontenterebbe di una carica istituzionale dello Stato. Come quella di presidente del senato. Ritengo che sia sincero e che non è così prioritario per lui tornare a Palazzo Chigi».
UNA COALIZIONE CHE METTE INSIEME PDL, UDC E MONTEZEMOLO REGGEREBBE CON MONTI?
«Sì, se Monti porta avanti una politica di rigore ma anche di sviluppo. Potrebbe trovare consenso. La tenuta dipenderà molto dal programma di Monti».
L'IPOTESI DI UN ACCORDO TRA BERLUSCONI E LEGA NORD È TRAMONTATA?
«No. Non è tramontata. Se non andrà in porto l'operazione grande coalizione con i moderati del centro, Berlusconi farà la coalizione con la Lega. La pagherà a duro prezzo perchè dovrà cedere la presidenza della Regione Lombardia a Maroni. La Lega a questo punto controllerà Piemonte, Lombardia e Veneto. Per i leghisti sarebbe molto importante: avrebbero creato l'embrione di quello stato padano presente nelle loro fantasie. Ma Berlusconi, se va da solo, per potersi piazzare o almeno avere un minimo di speranza di vincere deve allearsi con la Lega. Tenendo conto, cosa molto importante, che la base della Lega al Nord non vuole l'alleanza con Berlusconi: questo Maroni lo sa e dovrà confrontarsi con questa grande difficoltà e il prezzo da pagare potrebbe essere anche una perdita di voti».
BERSANI QUANTE POSSIBILITÀ HA DI VINCERE?
«Fino a qualche settimana fa tutti davano per scontata la vittoria di Bersani. L'irrompere della candidatura di Monti cambia tutto. Bersani ha fatto una mossa molto astuta nei giorni scorsi: in caso di vittoria - ha detto - aprirà ai moderati del centro. Non avendo avuto la possibilità adesso di fare un'alleanza strategica con Casini tiene una porta aperta e dice che se andrà a governare terrà in considerazione le loro istanze. Un discorso in funzione anti Berlusconi. Come a dire "con noi troverete sempre degli amici con cui condividere istanze, programmi, progetti" È stato un gesto astuto che lo conferma come raffinato politico che però forse ha cantato vittoria troppo presto quando ha vinto le primarie».
IL SUO PATTO CON VENDOLA?
«È obbligato. Ricordiamo però che quando Prodi allargò la coalizione molto a sinistra ci furono tanti problemi».
UN'INTESA TRA CENTROSINISTRA E MONTI È UN'IPOTESI POSSIBILE?
«Non la vedo. Almeno per quello che si è visto in questi giorni... Monti è andato a Bruxelles alla riunione del Ppe. Ha parlato ed è stato accolto tra i leader… Beh, son proprio due parrocchie diverse...».
FINI? RIUSCIRÀ AD EMERGERE?
«Dal punto di vista politico sarà fortunato se riuscirà a garantirsi una candidatura in parlamento. Non vedo all'orizzonte per lui un ruolo importante, decisivo o strategico. Anche perchè la sua formazione politica è ridotta al lumicino come rappresentanza elettorale».
IL POLO DI CENTRO DIVENTERÀ FORTE?
«Se resta il polo attuale con Casini, Fini e Montezemolo non è un polo forte e non può aspirare a grandi numeri elettorali. L'aggiunta solo della candidatura Monti dà qualcosa ma non gli dà tanto. Senza l'adesione del Pdl resta debole».
E I GRILLINI? HANNO OTTENUTO UN BUON SUCCESSO ALLE REGIONALI IN SICILIA. E ALLE POLITICHE?
«I sondaggi li danno intorno al 18 per cento. Penso sia una percentuale realistica. Non li ho mai guardato con la puzza sotto il naso. Ho sempre pensato che se c'è un fenomeno politico che raggiunge e supera il 15 per cento e si avvia verso il 20 per cento va preso in considerazione con grande serietà e rispetto. Anche se si può non condividere alcune cose che dicono, o alcuni meccanismi o dinamiche interne al partito. Sbaglia chi snobba i grillini. Sono destinati a giocare un ruolo importante. Magari all'opposizione. Ma sicuramente condizioneranno pesantemente la prossima legislatura. Saranno una forza importante in parlamento e tutti dovranno fare i conti con loro».

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