Napolitano: "Per le riforme è stata un'altra legislatura perduta"

"Le forze politiche non devono bruciare in campagna elettorale la fiducia recuperata dall'Italia negli ultimi mesi nel contesto internazionale. In gioco è il paese, è il nostro comune futuro - ha evidenziato il presidente - , e non solo un fascio di voti per questo o quel partito"

ROMA. Per le riforme istituzionali «è stata un'altra legislatura perduta». Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel saluto alle Alte cariche aggiungendo che le aspettative, createsi un anno fa con il governo Monti, «erano troppo fiduciose», il «sussulto di operosità riformatrice» è stato frenato da resistenze.Anche se si va verso lo scioglimento delle Camere «con una lieve anticipazione rispetto alla scadenza naturale», «brusca è stata di certo l'accelerazione impressa» dall'annuncio delle dimissioni del premier Monti. Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dal Quirinale.
«Questa conclusione non piena, questa interruzione in extremis dell'esperienza iniziata tredici mesi or sono non può tuttavia oscurarne la fecondità, al di là del rammarico e della preoccupazione che il suo brusco esito finale ha suscitato anche in chi vi parla in quanto capo dello Stato».
"Le forze politiche, ha puntualizzato Napolitano, non devono bruciare in campagna elettorale la fiducia recuperata dall'Italia negli ultimi mesi nel contesto internazionale. «In gioco è il paese, è il nostro comune futuro - ha evidenziato il presidente - , e non solo un fascio di voti per questo o quel partito. Avevo rivolto un invito ad una costruttiva conclusione della legislatura nella convinzione del grande e decisivo valore per l'Italia della continuità e stabilità, spesso trascurato in storia repubblicana».«È imperdonabilmente grave il fallimento di riformare la legge elettorale». Lo dice Giorgio Napolitano nel suo discorso alle alte cariche dello Stato. Napolitano ricorda di aver esercitato un richiamo «tenace»; ma nonostante questo si sono imposte «le logiche conflittuali» tra le forze politiche e il «tatticismo esasperato». «Nessuno potrà fare a meno di renderne conto agli elettori e la politica rischia di pagare un pezzo pesante a questa sordità». «Serve una nuova stagione di rigore e un nuovo slancio di laboriosità e unità». Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il quale «serve un lavoro di lunga lena» e i «prossimi 5 anni sono un tempo congruo per il cambiamento e le riforme che servono all'Italia». Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Quirinale nel corso della cerimonia per lo scambio degli auguri con le alte cariche dello Stato, lancia un forte monito a «proseguire l'impegno collettivo nella lotta senza tregua e senza ombre per la legalità e contro il nemico mortale che è la mafia. Ai magistrati di tutta Italia - da Palermo, dove 15 anni si concluse lo storico Maxi Processo, alle grandi città del Nord - diciamo 'Andate avanti, fino in fondo, con professionalità e rigore nel rispetto delle regole e delle competenze e nel rispetto dell'equilibrio dei poteri. Siamo limpidamente al vostro fiancò».

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