Suicidi, un’escalation preoccupante in città

Il dipartimento di salute mentale istituisce un osservatorio.La recessione sarebbe alla base di molti casi recenti

CALTANISSETTA. È preoccupante l’escalation di suicidi che ha colpito la città e la provincia negli ultimi anni. E il 2012 non è stato da meno con nomi più o meno noti tra i commercianti cittadini che hanno deciso di compiere il gesto estremo perché alle prese con gravi problemi di natura finanziaria. Ed è proprio per capire se la crisi economica ha un peso sul fenomeno, che il dipartimento di Salute Mentale, diretto da Giovanna Bona, in collaborazione con l’Asp ha deciso di costituire un osservatorio che coinvolgerà varie agenzie del territorio, con lo scopo non solo di stilare i dati e fare una proiezione, ma anche di comprendere quali sono i motivi alla base del malessere e se possibile contenere le conseguenze. La decisione di creare l’osservatorio nasce anche da due recenti tragici fatti che hanno tolto dalla scena della vita due commercianti nisseni, recentissimo il suicidio di Arturo Nitro, in via Napoleone Colajanni, titolare dell’Euro Bazar. Uno studio era stato effettuato nel quinquennio 2004 – 2009 per capire se i suicidi fossero strettamente connessi all’utilizzo di sostanze stupefacenti, ma il nesso non c’era. In cinque anni si sono registrati cinquantadue suicidi (36 uomini e 16 donne) e trentasei tentati suicidi (21 uomini e 15 donne) per lo più impiccagioni e avvelenamenti con picchi maggiori nei comuni di San Cataldo e Riesi. «Ancora non mi sento di dire se negli ultimi tre anni c’è stato o meno un aumento – dichiara la dottoressa Bona – di certo il dato è rilevante e dunque va “attenzionato”. Quello che vogliamo creare è un lavoro di gruppo con tutte le agenzie del territorio, in cui dunque non è la sola Psichiatria ad occuparsi del fenomeno, anche perché se così fosse lo studio perderebbe di efficacia. Sicuramente è necessario capire se la gente si suicida in un determinato contesto e analizzarne i motivi».

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