Discarica di Stretto, quattro milioni per la riattivazione

L’amministrazione ha inserito l’opera tra quelle previste dal Piano Annuale recentemente approvato dal Consiglio comunale

CALTANISSETTA. Circa 4 milioni di euro per mettere a norma la discarica consortile di contrada Stretto. È l’idea del sindaco Michele Campisi con l’obiettivo di diminuire notevolmente i costi del conferimento nelle discariche di altri comuni dell’isola che gravano in maniera pesante sul costo complessivo del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti. Un’idea che però desta delle perplessità nel gruppo consiliare del Partito Democratico. Per raggiungere l’obiettivo, l’amministrazione ha inserito l’opera tra quelle previste dal Piano Annuale delle opere pubbliche recentemente approvato dal Consiglio Comunale. La realizzazione dei lavori per l’adeguamento e la messa in sicurezza della discarica comunale di Contrada Stretto, viene motivata soprattutto con l’intenzione di ottenere un notevole risparmio economico. Secondo quanto dichiarato dal sindaco, le opere previste dovrebbero consentire di realizzare la messa in sicurezza e l’adeguamento del sito con un costo preventivato di circa 4 milioni di euro. «Si sostiene – scrivono i consiglieri del Pd - che sarebbe possibile realizzare una mega-discarica in grado di “abbancare” complessivamente, per un periodo non inferiore a 7 anni, 3 milioni di metri cubi di rifiuti: dato che appare sovrastimato se confrontato con la previsione massima (mc.600.000) dello studio di fattibilità allegato al progetto sperimentale presentato dall’Ato nel mese di novembre dello scorso anno. Dati ballerini – dicono - che acquistano una valenza inquietante se si evidenzia che tali risultati verrebbero ottenuti con la copertura della vecchia discarica ed il riempimento di una intera vallata delimitata da una diga molto alta.Tutto ciò sembra, però, non tenere in alcun conto che la discarica di contrada Stretto è considerata un sito inquinato, a lungo oggetto di sequestro da parte dell’Autorità Giudiziaria, nel quale è solo stato avviato il processo di caratterizzazione, necessario per definire le procedure di intervento della bonifica.Intervento che appare particolarmente complesso in considerazione della presenza, al di sotto del letto della discarica, di circa 300 perforazioni, profonde da 20 a 30 metri, di grosso diametro (fori da 1000 mm), riempite da materiale drenante, incassate nei terreni impermeabili per diversi metri. Una evidenza – conclude la nota del Pd - che rende assai difficoltoso l’allontanamento del percolato altamente inquinante, che oggi trabocca dai fori e scorre in sottosuolo nella zona di contatto tra il sottostante sub-strato impermeabile e i sovrastanti materiali permeabili di smaltimento”. Da qui la richiesta del Pd di rendere pubblico il progetto per esaminare compiutamente la questione.

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