Bloccata la raccolta rifiuti, nuovi disagi

Da ieri inasprita la protesta dei netturbini di Caltambiente i quali hanno deciso di incrociare le braccia a oltranza

CALTANISSETTA. Ci risiamo. Da ieri, la protesta dei netturbini di Caltambiente che praticamente hanno deciso di incrociare le braccia fino a quando l’Ato non salderà le spettanze del mese di novembre e tredicesima mensilità ed il saldo del mese di ottobre. Si prospetta un Natale amaro per tutti; per i netturbini senza quattrini e per i cittadini che sotto l’albero rischiano di trovare cumuli di spazzatura.

Nelle casse dell’Ato Ambiente non c’è il becco di un quattrino. Le somme sono state prosciugata dalla ditta Catanzaro Costruzioni, titolare delle discarica di Siciliana, che ha ipotecato le somme in cassa dell’Ato perché rivendica il pagamento di un debito pregresso di oltre un milione di euro. Ieri è partito quello che, a torto, qualcuno ama definire lo «sciopero selvaggio» dei netturbini anche se nel caso specifico si è trattato di una protesta preannunciata. Ieri mattina nel corso di una assemblea, i lavoratori di Caltambiente hanno gridato la loro rabbia e lo hanno fatto anche nella seguente riunione che si è svolta all’Ato con il commissario liquidatore Elisa Ingala che ha non potuto fare altro che allargare le braccia in segno di resa.

Il commissario liquidatore ieri mattina per fronteggiare l’emergenza ha versato nelle casse di Caltambiente 390 mila euro erogati dal comune a titolo di anticipazione: una somma esigua a fronte del reale fabbisogno necessario a saldare le spettanze dei lavoratori e per pagare i fornitori: cento mila euro dei 390 versati dal comune doveva essere così ripartiti: 100 mila euro per il saldo del mese di ottobre, 200 mila per pagare il carburante degli automezzi e 90 mila euro per pagare le tredicesime, mentre per,saldare il pagamento del mese di novembre sarebbe necessario reperire altre 350 mila euro che non sono, come detto, nella disponibilità dell’Ato.

Siamo al buio con la casse dell’Ato vuote e senza alcuna attuale prospettiva da parte dell’Ato di incamerare altre somme per il semplice fatto che non ci sono attualmente ruoli Tarsu ( la tassa sui rifiuti solidi urbani) da esigere e non si può contare su somme certe se non quelle che potrebbero pervenire dai cittadini ritardatari che non hanno ancora pagato, ma si tratta di eventuali entrate residue su cui non si potrà fare affidamento per il pagamento del mese di novembre, così come del resto era stato loro promesso nel corso del recente incontro che si è svolto qualche giorno addietro in prefettura a cui ha anche preso parte il commissario regionale del dipartimento Acque e Rifiuti, quando ai lavoratori era stato promesso che entro la prima quindicina del mese di dicembre avrebbero ricevuto il pagamento del mese di novembre e della tredicesima mensilità.

Non c’è nemmeno da sperare in aiuto della Regione anche perché il commissario regionale del Dipartimento Acque e Rifiuti ha già esaurito le somme che, a titolo di anticipazione, erano stato stanziate dalla Regione per fronteggiare la situazione di emergenza che si è creata lo scorso mese di ottobre. I quattrini che sono stati versati dal comune, a titolo di anticipazione si sono dissolti come neve al sole e l’unica speranza, o prospettiva, è collegata alla decisione che dovrà o potrebbe assumere il giudice nei prossimi giorni in merito al contenzioso che si è instaurato tra l’Ato Ambiente e la ditta Catanzaro Costruzione che con un decreto ingiuntivo ha ipotecato i quattrini che l’Ato Ambiente aveva incassato attraverso il pagamento della Tarsu da parte dei cittadini. Di quel ruolo Tarsu restano ancora da incassare pochi spicciolo rispetto ai quattrini che servano per saldare il conto presentato dai netturbini e dai fornitori.

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