Il teatro «Antonio De Curtis» è in agonia Serradifalco, ecco come farlo risorgere

Inaugurato nel febbraio del 2005 da Pippo Baudo e da Liliana De Curtis (figlia di Totò), dopo l'iniziale fase di attività, ha progressivamente visto le sue porte chiuse

SERRADIFALCO. L'"Antonio De Curtis" sarebbe in agonia e cinque associazioni locali dettano la ricetta per farlo risorgere. Ossia, «un progetto culturale di spettacoli dal vivo, laboratori, incontri, un cartellone ricco, un'offerta articolata, composta di ben venti titoli diversi, e destinata al pubblico di ogni fascia di età». Nello specifico, il cartellone proposto è composto di sei spettacoli in scena dei gruppi produttivi locali, quattro spettacoli di compagnie teatrali ospiti, due spettacoli teatro ragazzi, due spettacoli di danza, due concerti musicali, due masterclass di musica, un video proiezione, dieci incontri/dibattito. Il tutto a "costo zero" per il comune, che dovrebbe soltanto concedere l'uso della struttura. Prima ancora di proporre il loro "progetto culturale", gli artisti avevano costituito un "comitato di volontariato" denominato, forse non a caso, "Sipario aperto". Alla cui presidenza è stato chiamato l'attore teatrale, televisivo e cinematografico Vincenzo Volo. Scopo dichiarato del comitato è «restituire pubblicamente il teatro alla comunità, come nella sua natura di bene comune, salvaguardandone il patrimonio produttivo, artistico, musicale, tecnico e professionale, affinché possa diventare centro vitale per lo sviluppo delle arti dello spettacolo». A farne parte sono le associazioni "In Arte" (presidente Simona Miraglia), "Pier Giorgio Frassati" (Giovanni Jacky Di Giorgi), "Il Telaio" (Leonardo Fabio Maria Migliore), "Gli amici di Claudio" (Antonino Morreale), "Orchestra pop siciliana" (referente Giuseppe Sferrazza). Tutti quanti «affinché il teatro possa nuovamente riconquistare la sua primaria funzione di luogo d'incontro e di confronto». Con la costituzione del comitato "Sipario aperto", infatti, hanno inteso «intraprendere un percorso di promozione e sviluppo di tutte le attività artistiche e culturali, innescando una trasformazione profonda del modo di agire e di pensare ogni spazio pubblico, nell'interesse di tutti». Fin da subito, e «come cittadini ma soprattutto come lavoratori e amatori dello spettacolo, della cultura e dell'arte», i fondatori hanno reclamato «il diritto di essere riconosciuti interlocutori indispensabili nelle scelte politiche che riguardano il nostro settore, il nostro lavoro, la nostra vita, il dovere di difendere il patrimonio artistico del nostro paese».
Inaugurato nel febbraio del 2005 da Pippo Baudo e da Liliana De Curtis (figlia di Totò), il teatro comunale, dopo l'iniziale fase di attività, ha progressivamente visto le sue porte chiuse. Se non per sporadiche manifestazioni, quasi mai inserite nell'ambito di un cartellone. Se non, nell'ultima recente mini stagione teatrale.

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