Napolitano: "Vediamo le reazioni dei mercati, fra 8 giorni le valutazioni"

Si apre una settimana caldissima per la stabilità politica italiana. Attesa per la riapertura delle borse dopo l'annuncio di dimissioni da parte di Monti, il presidente della Repubblica prende tempo. Ipotesi di voto il 10 febbraio, legge di stabilità entro Natale

ROMA. La linea sembra darla Gianfranco Fini: scioglimento in tempi rapidi, prima di Natale ed elezioni a febbraio, addirittura possibili il 10. È solo un'ipotesi, naturalmente. E poi tutto è legato a doppio filo con i tempi di approvazione della legge di Stabilità. Ma viene dalla terza carica dello Stato che ha da poco parlato con il presidente Giorgio Napolitano anche della tempistica della crisi.


Altre fonti qualificate confermano all'ANSA un percorso simile, anche se leggermente più prudente: scioglimento entro Natale, 60 giorni per le elezioni (minimo 45 giorni secondo
l'art. 61 della Costituzione) ed almeno una quindicina di giorni per la preparazione delle liste. Quindi le date più probabili per il voto vanno fissate per domenica 17 e lunedì 18 o, al massimo, domenica 24 e lunedì 25. La preoccupazione del presidente per un ritorno di fiamma dell'aggressività dei mercati e dell'immagine internazionale dell'Italia nel suo complesso è confermata dalle poche, meditate parole di oggi. «Domani vedremo che faranno i mercati», ha laconicamente risposto ai giornalisti che gli chiedevano proprio del rischio speculazione sull'Italia. Ma il presidente ha fatto anche capire quanto sia decisiva questa settimana di pre-crisi: giorni che saranno spesi in una girandola di appuntamenti - fissati ben prima dello showdown del Pdl - ma con l'attenzione puntata sui lavori parlamentari. Già, perchè da domani la palla passa alle Camere e il presidente
vigilerà sui comportamenti dei partiti di maggioranza e sulle garanzie date di una responsabile e veloce adozione della Finanziaria.


«Parlerò solo tra 8 giorni alla cerimonia per i saluti alle Alte cariche e l farò le mie valutazioni», ha spiegato Napolitano dando il senso dell'attesa che dominerà i prossimi giorni e dell'urgenza che ormai muove i passi del Quirinale. Nel frattempo la diplomazia si sta muovendo a 360 gradi presso le cancellerie 'amichè per spiegare quanto sta accadendo
in Italia, tranquillizzare i Paesi più sospettosi ed assicurare come non ci sia nulla di più di «normali tensioni pre-elettorali» - per usare un'espressione dello stesso Napolitano di pochi giorni fà - in un Paese che sta andando al rinnovo delle Camere in tempi rapidi. Anzi, che ci sta andando velocemente e quasi alla scadenza naturale della legislatura.



Infatti, se i tempi di approvazione della legge di Stabilità saranno rapidi, le elezioni nella seconda metà di febbraio porteranno a nuove Camere verso metà Marzo. Cioè a meno di un mese dalla scadenza prevista, il 13 aprile. Tutto nella normalità, quindi. Mario Monti dovrebbe essere incaricato degli affari correnti e portare il Paese alle elezioni. E lo stesso
Napolitano chiuderebbe il proprio settennato solo con un leggero anticipo. Confermati infatti i suoi impegni, anche internazionali, fino a marzo. «Facciamo tutto quello che
dobbiamo fare fino all'ultimo giorno», ha spiegato il capo dello Stato questa mattina dopo il concerto di Natale al Quirinale.

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