Sicilia, Politica

Stipendi e indennità, Ardizzone: "Ecco i tagli per i deputati dell'Ars"

"Il mio stipendio e quello del presidente della Regione non potrà superare i 13.500 euro, cifra comprensiva di ogni indennità. Quello dei deputati non potrà superare gli 11 mila, anche in questo caso indennità comprese", ha annunciato il neo presidente dell'Assemblea regionale, ribadendo di voler recepire il decreto Monti

PALERMO. Un taglio di circa 3.500 euro allo stipendio dei massimi vertici di Ars e Regione e un ridimensionamento di tutte le indennità aggiuntive che gonfiano la busta paga dei deputati. Il neo presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, ha tracciato la road map nel corso di un incontro col governatore Rosario Crocetta.  Ardizzone ha annunciato che recepirà il decreto Monti che a livello nazionale sta individuando stipendi uguali per ogni Regione: "Lo recepiremo subito, basterà una legge ordinaria dell'Ars che io stesso proporrò. A quel punto il mio stipendio e quello del presidente della Regione non potrà superare i 13.500 euro, cifra comprensiva di ogni indennità. Quello dei deputati non potrà superare gli 11 mila, anche in questo caso indennità comprese". Oggi allo stipendio base da circa 11.780 euro, i presidenti di Ars e Regione aggiungono 4.866 euro di indennità di funzione: superando così i 16 mila. I deputati che guidano una commissione sommano invece altri 2 mila euro mentre i membri del consiglio di presidenza aggiungono allo stipendio circa 3 mila euro.  Ardizzone ha anche annunciato a Crocetta che taglierà "cifre significative" dallo stanziamento annuale da 160 milioni che la Regione fa all'Ars. Di fronte a questo impegno, il progetto di un taglio da 30 milioni che la Regione progettava con la Finanziaria si è fermato. Crocetta e Ardizzone hanno anche deciso di accelerare la presentazione dell'esercizio provvisorio, che conterrà le proroghe per i 750 precari della Regione. Bisogna votare queste norme entro il 31 dicembre. E prima la maggioranza deve superare lo scoglio del voto per il consiglio di presidenza e le commissioni. Crocetta aveva chiesto di rivedere gli accordi che hanno portato l'area ex margheritina del Pd e l'Udc ad eleggere Ardizzone con i voti di Pdl e Pid. Il governatore vuole un'intesa più ampia: con grillini e autonomisti. Ma ieri in un vertice di maggioranza Pd e Udc hanno risposto che gli accordi non saranno rivisti. "I patti vanno rispettati - ha detto il segretario del Pd, Giuseppe Lupo - e sono stati proposti a tutti i partiti. Mpa, Grande Sud e grillini si sono esclusi da soli. Non c'è ragione per riaprire la trattativa adesso". In base agli accordi già presi, una vice presidenza, un deputato questore e due commissioni (una legislativa più l'Antimafia o l'Ue) andranno a Pdl, Pid e Musumeci. L'altra vicepresidenza andrà al Pd. Gli altri due questori andranno al Movimento Territorio e al Pd. E poi la maggioranza dovrà decidere come assegnare le altre 6 commissioni. Il tutto fra martedì e giovedì. Intanto da Roma Tonino Russo lancia altri segnali a Crocetta, che sta lavorando alla creazione di un suo partito: "Il governatore si considera ancora un dirigente del Pd o è il leader di un partito concorrente?".

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