Invasi vuoti: più grave la crisi idrica

Il «Fanaco» si fermerà per alcuni lavori. Si rischia che i turni di distribuzione si allargino da tre a quattro giorni. Ma Caltacqua smentisce

CALTANISSETTA. Il rischio che i turni di distribuzione possano ulteriormente dilatarsi da tre a quattro giorni si fa sempre più concreto. Caltaqua smentisce una simile ipotesi, ma le notizie che arrivano da Siciliacque sono tutt'altro che confortanti: la diga Ancipa è ormai ai minimi storici e - continuando a non piovere - le riserve sono state destinate ad esaurirsi entro dicembre. Siciliacque parla esplicitamente di stuazione drammatica.
Nell'invaso, anche dopo le ultime deboli piogge, non sarebbe "entrata" come si dice in gergo tecnico una goccia d'acqua. E resta asciutto anche il fiume Imera dal quale con l'arrivo della stagione autunnale si sperava di prelevare i quantitativi che mancano all'appello per la secca dell'Ancipa.
Al capoluogo potrebbero mancare i quantitativi minimi per integrare quelli forniti dal Fanaco dove i livelli di acqua invasati sono considerati soddisfacenti. Siciliacque, però, l'eltro ha inviato un fonogramma agli enti gestori col quale annuncia il fermo tecnico del Fanaco per 48 ore in contrada Raffo alle porte di San Cataldo per lavori lungo la condotta esterna. Caltaqua, pare, sia riuscita a far differire a data da destinarsi l'intervento che, se attuato, avrebbe avuto ripercussioni pesantissime sul capoluogo (ma anche a San Cataldo) con l'automatico passaggio della distribuzione idrica ogni quattro giorni. Eventualità che Caltaqua sta cercando in tutti i modi di scongiuare confermando però che difficilmente l'erogazione potrà tornare in tempi brevi ai giorni alterni.

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