Crollo dell'occupazione in Sicilia: in 4 anni persi 47 mila posti di lavoro

Il dato emerge dal rapporto Svimez 2012. Nell'Isola c'è stato un calo vertiginoso degli occupati nel settore delle costruzioni (-24,9%, contro -14,1% del resto del mezzogiorno e -3,7% del Centro Nord) e in quello dell'industria, che registra 13.200 addetti in meno (sono stati 100 mila nel meridione)

PALERMO. Dal 2008 al 2011 nel Sud Italia sono andati in fumo 266 mila i posti di lavoro, 47 mila in Sicilia. È quanto emerge dal rapporto Svimez 2012 «Uno sguardo oltre la crisi. Condizioni e sfide per rilanciare lo sviluppò, presentato a Palermo nell'ambito delle giornate dell'economia del Mezzogiorno, organizzato insieme alla Fondazione Curella. Secondo il rapporto sono donne e giovani under 35 le categorie più penalizzate dalla recessione: il tasso di occupazione giovanile passa dal 32,7 per cento del 2008 (era il 35,9% nel Mezzogiorno) al 29,7 per cento del 2011, collocandosi tra più bassi d'Europa. Andando all'occupazione femminile nell'isola solo una donna su cinque ha un lavoro: appena il 20,4% delle donne lavoratrici ha meno di 35 anni, contro il 23,3% del Sud e il 47,1% del Centro-Nord. A differenza dell'andamento registrato nel resto del Mezzogiorno e del Paese, poi, nel 2011 in Sicilia gli occupati calano ancora di un ulteriore 0,5% (contro una media meridionale pari a +0,3% e del Centro Nord pari a +0,5%). Nel corso degli ultimi quattro anni, in Sicilia c'è stato un crollo vertiginoso degli occupati nel settore delle costruzioni (-24,9%, contro -14,1% del resto del mezzogiorno e -3,7% del Centro Nord) e in quello dell'industria, che registra 13.200 addetti in meno (sono stati 100 mila nel meridione). Eppure per la Svimez l'industria resta l'architrave del sistema economico meridionale. “Se questa cede - si legge nel rapporto - rischia di far crollare l'intera economia”.

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