Crocetta taglia i consulenti di Lombardo

La scure del presidente della Regione in una circolare che interessa tutti gli esperti di nomina prettamente politica. "Difficile stabilire il numero complessivo - spiegano dall’entourage dell’ex sindaco di Gela - ma erano davvero tanti. Solo alla Presidenza erano una decina mentre in media altri quattro, cinque erano in servizio nei vari assessorati. Il risparmio si aggira tra i 450 mila euro e il mezzo milione di euro"

PALERMO. Tutti i vecchi consulenti sono decaduti automaticamente con l’insediamento del nuovo governo: la scure del presidente della Regione, Rosario Crocetta, viaggia in una circolare interna a firma della segretera generale di Palazzo d’Orleans. La missiva interessa tutti gli esperti alle dirette dipendenze degli assessorati, ovvero, per intenderci, gli esperti di nomina prettamente politica. «Difficile stabilire il numero complessivo - spiegano dall’entourage dell’ex sindaco di Gela - ma erano davvero tanti. Solo alla Presidenza erano una decina mentre in media altri quattro, cinque erano in servizio nei vari assessorati. Il risparmio si aggira tra i 450 mila euro e il mezzo milione di euro». L’indicazione del nuovo esecutivo è chiara: potrà essere rinnovato solo qualche incarico per progetti specifici, per il resto tutti gli uffici dovranno funzionare con le proprie forze. A farne le spese saranno gli esperti esterni ancora contrattualizzati, ovvero solo una minima parte dei quasi 700 consulenti nominati da Lombardo negli ultimi quattro anni, per una spesa di circa otto milioni e mezzo di euro.

Ma l’operazione risparmio avviata da Crocetta sta investendo tutti i settori della spesa di Palazzo d’Orleans. Nella prima riunione di giunta che si è tenuta venerdì scorso, il governo ha stabilito anche la riduzione delle spese di missione del 30 per cento, ovvero qualcosa in più rispetto al 20 per cento annunciato all’indomani dell’insediamento, «degli straordinari, dei compensi per le missioni e dei costi degli assessorati». Le missioni in Italia e all’estero nel 2011 sono costati alla Regione circa sei milioni e 200 mila euro all’anno, per cui il risparmio ipotizzato è di circa un milione e novecentomila euro.

Resta intanto il nodo dei tagli ai salari dei dirigenti generali. Il provvedimento deciso dalla giunta riguarda pure i 1.800 dirigenti regionali, ma si tratta solo di un primissimo passo verso la decurtazione in busta paga. Quanto basta, però, per scatenare l’ira dei sindacati. Crocetta comunque non ha fatto passi indietro: «I sindacati dei dirigenti regionali siciliani hanno un'idea veramente eccezionale del merito - ha detto - se in questi anni si sono permessi salari come quello di Felice Crosta da 600 mila euro all'anno, che valgono quanto le indennità Obama, di Barroso e di Schulz insieme. Se si lamentano dell'annunciato taglio dei compensi accessori possono sempre licenziarsi e andare a lavorare nel privato... Questa è la Sicilia dei privilegi che si rivolta: che lo faccia attraverso il sindacato non cambia nulla». Parole che non sono piaciute a Gandi Gallina, segretario del sindacato Dirsi: «È certamente impopolare difendere le ragioni di chi ha il privilegio di un lavoro in un momento così difficile, ma se l’obiettivo è il bene della regione bisogna cacciare gli incapaci e i disonesti e non penalizzare le persone di valore che hanno vinto un pubblico concorso e compiono ogni giorno il proprio dovere. Per risparmiare davvero - ha aggiunto Gallina - basta non perpetuare lo scandalo dei collaboratori e mega dirigenti esterni. Citare i compensi di Crosta è pura demagogia ed offende tutta la categoria dirigenziale».

Le indicazioni della giunta prevedono di azzerare il salario accessorio per i dirigenti di terza fascia mentre per quelli di seconda fascia non supererà i 3.873 euro sempre al lordo. Per i sindacati, però, il risparmio si aggirerebbe sui 500-600 mila euro all’anno, «tanto quanto costano due dirigenti esterni». Crocetta però ha rilanciato: «Se c’è qualcuno che si lamenta, non faccia più il dirigente regionale. Anzi abbiamo tagliato poco. Il salario dev'essere collegato alla premialità per il raggiungimento degli obiettivi non a privilegi dati a pioggia: ai governi precedenti non l'ha prescritto il medico di dare il massimo del salario. Se un dirigente non si accorge che non sono stati versati 19 milioni di euro di introiti nelle casse regionali sarà stato un pò distratto, o no?», ha aggiunto riferendosi all'operazione della Finanza sul mancato introito dei biglieti dei musei regionali.

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