Si festeggia Verdi con ‘I due Foscari’

Il Massimo festeggia il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi portando per la prima volta sul suo palco ‘I due Foscari’ con un interprete verdiano d’eccezione: Leo Nucci

PALERMO.  «Bel dramma, bellissimo, arcibellissimo!» scrisse Verdi al suo librettista Francesco Maria Piave nei mesi di preparazione de ‘I due Foscari’, a pochi mesi di distanza dal successo veneziano dell’Ernani, scelse come sesto titolo operistico un dramma ispirato al sanguinario ‘The two Foscari’ di George Byron. L’opera è stata scelta dal Teatro Massimo di Palermo per inaugurare i festeggiamenti in vista del prossimo bicentenario della nascita del compositore, che caratterizzeranno la stagione 2013 del Teatro. Il 25 novembre sarà dunque la prima volta sul palco del Massimo (con repliche sino al 2 dicembre), a Palermo l’ultima rappresentazione ebbe luogo nel 1880, e ve ne furono in totale solo una decina, soprattutto al Teatro Carolino (che divenne Bellini in età post unitaria). La prima assoluta si svolse il 3 novembre del 1844 al Teatro Argentina di Roma, che aveva commissionato a Verdi un’opera da rappresentare entro l’anno, e visto l’impossibilità di musicare Marino Faliero, riprese quella passione per Byron accantonata, e propose all'ormai collaudato Piave di lavorare a questo soggetto. Fu un lavoro intenso tra Verdi e il suo librettista, in un periodo, quello degli anni ’40, che per il compositore fu florido e pieno di impegni, con collaborazioni portate avanti contemporaneamente con l’Argentina di Roma, la Scala di Milano, il San Carlo di Napoli e la Fenice di Venezia. Fu rappresentato in Italia e in Europa: al San Benedetto e la Fenice di Venezia, il Comunale di Bologna, il San Carlo di Napoli, al Teatro Italiano di Parigi e il Covent Garden di Londra.

Tragedia lirica in tre atti, non è forse una delle più note del compositore, anche se al suo interno vi sono delle ‘premesse’ musicali che mostrano il Verdi che ‘verrà’. Il carattere dell’opera è intimo e raffinato, dalle atmosfere cupe, in cui la tensione emotiva deve delineare la contrapposizione tra uomo e potere, all'interno di una vicenda realmente accaduta nella Venezia della metà del ‘400, in cui si snodano intrighi e inganni, in cui gli affetti devono piegarsi alle leggi e al potere dello Stato, tra uno spaccato di sentimenti laceranti e appassionati, divisi tra il dovere, l’amore, la famiglia, come accade tra padre e figlio (Francesco e Jacopo Foscari). Il ritorno d’eccezione, sul palco del  Teatro Massimo, del baritono Leo Nucci, dopo il successo del memorabile Rigoletto nel 2009, interprete di spicco del repertorio verdiano e pucciniano, che vestirà il ruolo del Doge Francesco Foscari, affiancato da due giovani, e già celebri, interpreti verdiani al loro debutto a Palermo: il tenore Piero Pretti (Jacopo Foscari) e il soprano Lucrecia Garcia (Lucrezia Contarini). Nelle recite del 28 novembre e l dicembre, questi tre ruoli saranno cantati da Claudio Sgura, Sung Kyu Park e Monica delli Carri. Nel cast anche :Luiz-Ottavio Faria (Loredano), Pietro Picone (Barbarigo) e Adriana Calì (La Pisana); Domenico Ghegghi e Pietro Luppina si alterneranno nel ruolo del Fante, Giovanni Lo Re e Gianfranco Giordano in quello del Servo. Lo spettacolo, prodotto da ABAO di Bilbao e dal Teatro Verdi di Trieste, è firmato dal regista Joseph Franconi Lee, e sul podio la bacchetta di Stefano Ranzani, con le scene e i costumi disegnati da William Orlandi.

Il 29 e 30 novembre e l’1 dicembre ‘La scuola va al Massimo’. Per gli studenti del progetto assisteranno alla messa in scena della versione realizzata dal narratore Bruno Stori (per prenotazioni tel.: 091.6053265). Protagonisti: Monica delli Carri (Lucrezia Contarini), Lisandro Guinis (Francesco Foscari), Antonino Interisano (Jacopo Foscari) e Luiz Ottavio Faria (Loredano). Sul podio dell'Orchestra e del Coro del Teatro Massimo sempre Stefano Ranzani.

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