Sicilia, Archivio

"Tagli" ai gettoni di presenza, prime resistenze

La proposta che venne avanzata da sei rappresentanti «trasversali» era giunta all’esame della quarta commissione

CALTANISSETTA. L’onda lunga della proposta di ridurre i costi della politica attraverso la riduzione del cinquanta per cento del gettone di presenza dei consiglieri e la riduzione delle sedute delle commissioni consiliari permanenti di infrange contro la resistenza di alcuni consiglieri che prendono tempo.

Lo spendig review a Palazzo del Carmine viaggia su due binari e su di un treno a carbone: è iniziata, in pratica, la politica «dell’annacamento» quello di fare finta di muoversi per restare sempre fermi. La quarta commissione presieduta da Sergio Averna (componenti Miche Alù, Riccardo Rizzo, Adriana Ricotta, Sergio Speciale e Giuseppe Turrito) dopo avere preso in esame la proposta di delibera sulla riduzione dei gettoni di presenza e quella sulla riorganizzazione dei lavori delle commissione ha deciso di rinviare agli uffici la proposta, in quanto su richiesta dei sei firmatari (Giuseppe Cigna del Gruppo Misto, Rino Bellavia del Pdl, Sergio Speciale del Pd, Vito Margherita dell’Mpa, Gianluca Nicosia e Michele Alù del Pdl) la delibera dovrà essere suddivisa in due proposte: una riguardante la riduzione dei gettoni di presenza e l’altra la riduzione delle sedute delle commissioni.

Ora è possibile che la prima proposta passa essere votata dal consiglio, mentre sembra meno possibile che passi la seconda proposta che riscontra una certa resistenza all’interno dei gruppi consiliari. Nella fase iniziale tutti consiglieri si erano detti favorevoli alla riduzione dei costi della politica, ma fare le commissioni tre volte la settimana, significherebbe dimezzare gli importi delle indennità, ma soprattutto ritornare sul proprio posto di lavoro. Convocare le commissioni per un massimo di dodici sedute al mese significherebbe per molti consiglieri riprendere a lavorare e ritornare sul proprio posto di lavoro in enti pubblici o aziende private.

Inoltre se si è lavoratori dipendenti, ci si può astenere dall’andare sul posto di lavoro senza perdere nemmeno un centesimo della propria busta paga. Lo stipendio, infatti, viene completamente rimborsato dal comune al datore di lavoro, comprensivo di contributi previdenziali, tredicesima, quattordicesima e trattamento di fine rapporto. La prima spallata indirizzata ad aprire la porta dello spending review era arrivata da consiglieri dell’Udc Felice Dierna ed Ugo Lo Valvo che hanno deciso di donare la metà delle indennità delle loro attività politica alla Caritas Diocesana.

Successivamente è arrivata anche la proposta dei tre consiglieri comunali, Massimiliano Turco, Antonio Favata e Angelo Scalia e poi quella dei sei consiglieri di istituzionalizzare una decurtazione del gettone per tutti i componenti dell’assise.

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